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Il pellegrinaggio diocesano di Palestrina con l’Unitalsi
Palestrina. “Roccia, acqua, luce: che significano queste parole? Perché vado a Lourdes? Che cosa voglio vedere? E chieder a Maria e al Signore?” Ecco alcune domande che si sono poste Luca, Sara, Arianna - nomi ovviamente di fantasia - ed altre persone, in mezzo alle oltre 300 che lo scorso 22 ottobre sono partire dalla Diocesi di Palestrina, insieme ai malati e ai volontari dell’Unitalsi, in un pellegrinaggio diocesano organizzato dall’Unitalsi di Palestrina con oltre 3500 presenze nel luogo di speranza e preghiera posto sotto i Pirenei.
La malattia, la richiesta di un miracolo materiale o spirituale, la voglia di riscoprire la propria identità, hanno viaggiato nei bagagli di cinque treni “bianchi” della Romana Laziale e 3 aerei, sistemati insieme ai pellegrini prenestini nel quinto treno e nel terzo aereo, partiti rispettivamente da Roma Ostiense e dall’aeroporto di Fiumicino, accompagnati da Mons. Domenico Sigalini, Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Palestrina, dall’Emerito della Diocesi Suburbicaria di Frascati, Mons. Giuseppe Matarrese, dal Vescovo della Diocesi Suburbicaria Sabina-Poggio Mirteto, Mons. Lino Fumagalli, dal Vescovo della Diocesi Civitavecchia - Tarquinia, Mons. Carlo Chenis. A loro si sono uniti anche Don Romolo Sabbi, Assistente Diocesano dell’Unitalsi e Parroco di Valle Martella (Zagarolo), e Don Roberto Sisi, Vice Parroco di Olevano Romano. Essendo il 2009 l’anno di Bernadette, dopo il Giubileo delle Apparizioni, l’intero viaggio è stato improntato sul cammino dell’umile ed analfabeta pastorella, tanto che i volontari dell’Unitalsi hanno distribuito durante il viaggio di andata l’ultima fatica editoriale di Don Gianni Toni, Assistente Regionale Unitalsi, nonché Direttore Spirituale del Pellegrinaggio, dal titolo “Bernadette, una di noi”, un libro che è stato un compagno nelle intense e lunghe ore trascorse all’interno di un treno che ha avuto anche un ospite speciale, il Santissimo Sacramento, in una cappella allestita e sempre aperta.
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