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VENT’ANNI FA, MONS. VITTORIO TOMASSETTI FRA NOI PDF Stampa E-mail

ImageEsattamente venti anni or sono, il Beato Giovanni Paolo II faceva alla nostra Diocesi il dono del ministero episcopale di Sua Ecc.za Mons. Vittorio Tomassetti.
Era, infatti il 7 maggio del 1992, quando fu eletto nostro Vescovo il Rettore del Seminario Regionale di Fano, nelle Marche.
Nato a Staffolo, piccolo paese dell’entroterra marchigiano, in Diocesi di Ancona, il 28 giugno 1930, fu ordinato sacerdote per la sua Arcidiocesi il 23 agosto 1953, ove svolse buona parte del suo ministero anche come Parroco della Concattedrale di Osimo. Affidatogli il compito di dirigere il Seminario Regionale marchigiano curò la selezione e il cammino formativo dei seminaristi con cura, attenzione e zelo educativo.

Il 28 giugno 1992 – giorno del suo 62° compleanno – il Cardinale Bernardin Gantin, del Titolo della nostra Chiesa Suburbicaria, lo ordinava Vescovo di Palestrina, nella stessa Concattedrale di Osimo, dedicata a San Leopardo Vescovo.
Prese possesso della nostra Diocesi il successivo 18 agosto, nella Solennità di Sant’Agapito.
Una mite figura di Pastore attento e sapiente, intelligente, colto e fine, profondamente innamorato di Cristo e delicatissimo: così lo ricordiamo tutti nelle sue visite alle Parrocchie in occasioni di grandi celebrazioni o anche solo per vedere, per incontrare, per ascoltare, per sapere “come sta il Parroco”.
I cinque anni del suo ministero episcopale in mezzo a noi lasciano un ricordo di bontà e di dolcezza: fu davvero immagine vivente del Buon Pastore.
Molto presto, l’obbedienza lo rimandò nella sua regione natale, come Vescovo Coadiutore di Mons. Mario Cecchini nella Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, della quale assunse pienamente la guida l’8 settembre 1998. Presso di noi aveva appena indetto la visita pastorale che riuscì a compiere solo in poche Parrocchie. Gli successe, di lì a qualche mese, Mons. Eduardo Davino.
Se ne andò in punta di piedi e lasciò dietro a sè la scia di una delicatezza d’animo e di cuore che possono essere profondamente interpretate nella categoria della paternità.
Una grave malattia segnò gli ultimi anni del suo ministero episcopale a Fano, tanto che si spense appena cinque mesi dopo aver rimesso la guida della Diocesi nelle mani di Mons. Armando Trasarti.
Il giorno dell’Epifania del 2008 tornò alla casa del Padre concludendo le sue fatiche di Apostolo e di Maestro nel 78° anno della sua vita.
Nel suo testamento, colpisce, alla prima frase, l’invocazione di Maria SS. come “Madre del Buon Consiglio”: il titolo della Patrona della nostra Diocesi. Poi il grazie: “A Gesù Cristo, unico salvatore, che mi ha chiamato a servirlo con cuore indiviso e ad essere annunciatore del suo Vangelo, dapprima come presbitero e poi come successore degli Apostoli, rendo grazie per questi e per tutti gli altri suoi doni”. Forse tra quei doni pensò anche a noi che fummo la sua prima Chiesa e il suo primo impegno episcopale. Infatti, “al popolo cristiano che, in qualche luogo dove ho esercitato il mio ministero avrà ricevuto dal Signore qualcosa per mio modesto tramite, chiedo preghiere di suffragio”. Un testamento, il suo, semplice, breve, preciso, lineare: proprio come la sua persona semplice ma non dimessa, affabile ma al tempo stesso autorevole.
Una delegazione della nostra Diocesi, guidata da Mons. Domenico Sigalini, si recò a Fano per le esequie celebrate nella Cattedrale di quella città adriatica, dove con brevi ma significative parole, il suo secondo successore sulla Cattedra prenestina, lo tratteggiò come “Vescovo umilissimo e pazientissimo”.
Ci benedica dal cielo, Eccellenza, e ci insegna questa strada di delicatezza e di tratto gentile da cui si può intravvedere il Cuore “mite ed umile” di Gesù Buon Pastore.


Don Ludovico Borzi