Dichiarazioni di mons. Domenico Sigalini, assistente generale Ac, all'agenzia Ansa

"Celentano lo conosco bene, a lui piace fare le prediche ed è un buon predicatore: ma sappiamo come è fatto, è solito a uscite di questo tipo. Non deve credere però di essere Gesù: lui è libero di parlare e noi di rispondere". Così mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente generale dell'Azione cattolica, su Celentano a Sanremo, che tra l'altro ha accusato i preti di non parlare del paradiso. "Abbiamo solo aggiornato il linguaggio e parliamo di piena vita altrimenti i giovani non capirebbero".

"Celentano è libero di parlare, ma senza offenderci e senza pretendere di far diventare il Vangelo ciò che lui dice, come se fosse il depositario della verità", aggiunge Sigalini, che tra l'altro da assistente generale dell'Azione cattolica è a contatto con i giovani. "Cos'è il paradiso? Se mi rivolgessi ai ragazzi di oggi parlando di paradiso, non capirebbero. Se parlo a un gruppo di signore di 60 anni, parlo del paradiso e sono subito compreso. Ma i più giovani, che vivono in una cultura materialista - osserva il presule - tendono a pensare al paradiso non come la vita eterna, ma come un luogo divertente o l'insieme delle cose che ci sono negate in terra. Non è così. Per questo spesso sostituiamo a questo termine quello di vita, di pienezza della vita, di vita piena in comunione assoluta con Dio, nell'abbraccio: altrimenti non se ne percepirebbe la realtà. Quindi al catechismo, dai pulpiti nelle omelie noi sacerdoti parliamo sempre del paradiso, in questa forma. Forse anche Celentano, che ha oltre 70 anni, la cui formazione religiosa risale a oltre 50 anni fa, ha in testa un linguaggio un pò datato, su questo fronte. Noi lo abbiamo aggiornato".