Sabato, 28  Novembre  2020  20:22:51


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Archivio Storico

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PROTOCOLLO STRAORDINARIO ANTI COVID-19

 - L’accesso alla Sala di studio è consentito nei giorni di giovedì e di venerdì, dalle 10 alle 18 previa prenotazione tramite e-mail: archiviodiocesano@diocesipalestrina.it

oppure telefonare al numero 338.3210896 – Cinzia Di Fazio.

Nel caso di mancata prenotazione sarà consentito l’accesso solo nel caso in cui nella Sala di studio vi sia un posto disponibile.

- Prima di accedere all’Archivio l’utente dovrà sottoporsi al rilevamento della temperatura corporea. Non è ammesso chi presenti temperatura corporea uguale o superiore ai 37, 5° C, oppure mostri sintomi influenzali respiratori.

- La Sala di studio può ospitare un massimo di 2 studiosi per volta.

- Lo studioso sarà ammesso solo se provvisto di mascherina protettiva che copra naso e bocca. All’accesso dovrà sanificare le mani con soluzione disinfettante tramite un dispenser messo a disposizione del pubblico all’ingresso e coprirà le mani con guanti propri o, eventualmente, forniti dall’Istituto.

- Lo studioso è tenuto a presentarsi munito, oltreché dei dispositivi di protezione individuale, anche di tutto l’occorrente di cancelleria (matite, lente di ingrandimento, ecc.).

- Gli indumenti e gli oggetti personali devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti a cura dell’utente.

- Dovrà essere rispettata la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

- L’Istituto provvede alla igienizzazione delle superfici di contatto al termine di ogni sessione di apertura al pubblico.

- Il materiale documentario e librario consultato dagli studiosi sarà tenuto per 10 giorni in quarantena, nel rispetto delle norme previste dall’Istituto centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro:

(https://dger.beniculturali.it/wp-content/uploads/2020/05/7535906Linee-Guida.pdf-ICRCPAL.pdf).

 

 

AMMISSIONE ALLA CONSULTAZIONE

Per l'ammissione alla consultazione della documentazione conservata occorre presentare un documento d'identità e sottoscrivere una domanda di ammissione.

Nella consultazione della documentazione è permesso l'uso di matita o di notebook; è vietato l'uso di penne ad inchiostro.

Si rammenta agli studiosi che molta parte della documentazione, fino al XIX secolo, è scritta in lingua latina.

Gli atti sono eventualmente fotografabili con fotocamera digitale, senza uso di flash.
L'eventuale pubblicazione di immagini è permessa solo dopo apposita istanza accolta dal Vescovo.

In ausilio degli studiosi sono a disposizione alcuni testi di orientamento storico generale sulla diocesi (Attilio Borzi) e sul territorio prenestino (Pietrantonio Petrini, Leonardo Cecconi, Suaresius, ecc.).

 

1. Notizie storiche sull'Archivio

L'archivio storico della diocesi suburbicaria di Palestrina cominciò a formarsi, come quasi tutti gli altri archivi diocesani italiani, in seguito al rinnovamento istituzionale promosso dal Concilio di Trento (1575) e alle conseguenti decretazioni periferiche, tra le quali in particolare le disposizioni volute dal cardinale Carlo Borromeo nei concilii provinciali milanesi. Il cardinale Marcantonio Colonna, che del Concilio fu attivo protagonista, dette certamente impulso alla diocesi prenestina di cui era vescovo e, di riflesso, anche all'organizzazione della sua curia. Ciò produsse il formarsi di un archivio abbastanza ben organizzato per l'epoca e soprattutto ricchissimo di documenti, molti dei quali pervenuti fino ai nostri giorni.
Nell'archivio storico diocesano sono confluiti anche archivi provenienti da altri enti ecclesiastici (parrocchie, confraternite, ecc.) i cui atti iniziano a partire dal XVI secolo, talvolta anche dal XV secolo.

 

2. Valore storico dell'Archivio

L'archivio costituisce una fonte primaria e preziosissima per la storia dell'intera regione prenestina sotto i più svariati aspetti: le vicende delle istituzioni della chiesa prenestina, del suo clero, in parte anche dei suoi conventi, le trasformazioni artistiche e architettoniche di chiese e di palazzi e case di proprietà ecclesiastica, la topografia e la toponomastica, la storia delle comunità locali, la storia del costume, dell'economia, dei mestieri, del paesaggio urbano e agricolo, la demografia e via dicendo.

 

 

3. Criteri del riordinamento e dell'inventariazione

La documentazione è oggetto di riordinamento ed inventariazione informatizzata; attualmente il 60% di tutto il materiale archivistico è stato riordinato e inventariato analiticamente.
Si è proceduto a sistemare le unità archivistiche originali e a ricostituire quelle smembrate o disordinate secondo le aggregazioni originarie e storicamente formatesi, ora denominate sezioni, serie e sottoserie.

Quattro preziosi documenti fortunatamente conservatisi fino ai giorni nostri tramandano l’antico assetto dell’Archivio e orientano gli archivisti storici nel lavoro di riordinamento:

- relazione del 1741 al cardinal Petra sull'archivio: vi si descrivono i lavori svolti per il riordinamento e quelli ancora da compiere, tra cui l'inventariazione; sono descritte le serie e sono forniti precisi ragguagli sui criteri di tenuta e di ordinamento;
- l'inventario dell'archivio a tutto il 1747;
- l'inventario redatto il giorno 8 maggio 1755, con accurata descrizione degli ambienti e del modo in cui era organizzato archivio;
- l'inventario del 1852, con aggiornamenti fino al 1866.

Non tutte le serie furono descritte negli antichi inventari. In tali casi ci si è basati sulle antiche segnature presenti sui documenti, sui frammenti di serie e sequenze originali e, attraverso l’individuazione e ricostruzione del nesso archivistico, si sono ricomposte le singole unità oppure sono state create ex novo in analogia con quelle esistenti.

Una apposita colonna, in Inventario, palesa il tipo di intervento operato nel corso del riordino. Aggiunte di carte, già in disordine, e inserite nelle unità originali, recano sulla camicia l'annotazione del riordino. Queste precauzioni dovrebbero salvaguardare gli studiosi e i futuri riordinatori da eventuali arbitri o sviste sempre possibili in un lavoro così delicato come il riordinamento.

Inoltre, sono state segnalate le scritture aggredite da muffe o comunque deteriorate e necessitanti di disinfestazione e restauro e pertanto escluse dalla consultazione.
L'archivio storico diocesano di Palestrina partecipa al progetto CEI-Ar predisposto dall'Ufficio beni culturali della Conferenza Episcopale Italiana e rispetta le norme inerenti agli archivi previste sia dal Diritto Canonico sia dalla legislazione della Repubblica italiana; l'inventariazione e la relativa descrizione rispettano le regole ISAD(G).

 

L’inventario è parzialmente consultabile on-line dal portale dei beni culturali ecclesiastici Be-Web all’interno dei beni archivistici cercando i fondi archivistici per luogo e inserendo il toponimo Palestrina.

                        Contatti

 

 

Direttrice: Dott.ssa Cinzia Di Fazio


Telefono
338.3210896

 

E-mailarchiviodiocesano@diocesipalestrina.it

             cinziadifazio@hotmail.it

 

Indirizzo: Piazza Gregorio Pantanelli, n. 8

                 00036 Palestrina (RM)

 

Orari: giovedì e venerdì dalle 10 alle 18 (orario continuato)

 

 

Chiuso nel mese di agosto per pausa estiva.

 

 

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338.3210896

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