Lunedi, 13  Luglio  2020  00:20:33


calendario I nostri contatti La pagina Facebook diocesanainstagram Account Twitteril Canale Youtubeil Canale Telegram


II Domenica di Quaresima - B

trasfiguratoLa notte della prova e la trasfigurazione, di Don Massimo Grilli

 

Nel travaglio dell’esistenza, la speranza oggi non è di casa. Non solo a motivo delle armi nucleari o batteriche, delle inimicizie tra civiltà e nazioni o della crisi del mito del progresso, ma anche a motivo dei semi di distruzione che albergano nel profondo di ciascuno. La disillusione pervade il mondo e la chiesa, individui e comunità, ed è diffusa un’inquietudine profonda, una stanchezza mortale. Viene meno la speranza e cresce la paura. Le letture di oggi, belle e impegnative, ci chiamano a confrontarci con questa notte della speranza, senza finzioni e senza fughe nell’aldilà, ma anche nella consapevolezza che la sapienza di Dio va cercata dentro lo scandalo, dentro la notte dell’uomo.

 

La notte della prova

Il racconto conosciuto come “il sacrificio di Isacco” è uno dei testi più affascinanti e suggestivi della letteratura mondiale. Non sempre la bellezza si sposa con la profondità, ma questa pagina della Genesi è un capolavoro letterario e di fede.

Tutto inizia con una nota che è inquietante: «Dio mise alla prova Abramo». Dobbiamo essere attenti a interpretare bene questa espressione. La lettera di Giacomo dice che Dio non tenta nessuno. In realtà, la prova appartiene alla vita, a ogni vita. Tutta la vita di Abramo era stata una prova: la partenza dalla terra verso un suolo sconosciuto, la sterilità di Sara, la promessa di una discendenza in vecchiaia, l’attesa… E, sempre, la risposta di Abramo era stata la stessa: credere: «il tempo passava, la possibilità rimaneva: Abramo credeva; il tempo passava, la possibilità svaniva: Abramo credeva. Ci furono altri uomini che pure vissero nell’attesa… ma sprofondarono nello sconforto…. Di Abramo non abbiamo nessuna lamentazione. Non contava con malinconia i giorni, mentre il tempo passava veloce; non osservava sua moglie con occhio sospettoso, per vedere se invecchiava; non fermava la corsa del sole, per mantenere Sara giovane e la sua speranza possibile; non faceva assopire il suo sconforto con un triste canto. E Abramo divenne vecchio e Sara fu schernita nel paese… Che cosa significa essere l’eletto di Dio? Significa vedere svanire nella giovinezza l’attuazione dei desideri, per essere esauditi nella vecchiaia con grande difficoltà? Eppure Abramo credette» (von Rad).

 

Ma un giorno venne il momento cruciale, la prova suprema: quando lo stesso Dio, che una notte lo aveva portato fuori della tenda per fargli ammirare il cielo stellato, metafora della futura ineguagliabile discendenza, lo condusse nella notte oscura, senza stelle e senza futuro, chiedendogli l’unico figlio che aveva. L’impensabile avviene: con l’ordine della partenza dalla terra ad Abramo era stato chiesto di immolare il suo passato, ora gli viene chiesto il sacrificio del futuro, della speranza. Come non vedere qui la storia di Giobbe, di Tobia, di Israele, di ogni credente… nei momenti della delusione cocente, quando la promessa va in frantumi? Come non leggere tra le righe l’esperienza dell’esilio – di ogni esilio e di ogni incomprensibile dolore – con il grido degli uomini disperati, che nella notte si rivolgono a Dio gridando: «Dio, tu ci hai messo alla prova, ci hai passati al crogiuolo, come l’argento» (Sal 66,10)?

Abramo non grida, non piange; va solo dove Dio lo conduce. Lo aveva notato già un grande esegeta, come von Rad: la prima parola del racconto è “Dio”. Colui che chiede di entrare nella notte non è un sovrano crudele e sadico, che si compiace nel tormentare l’uomo, ma colui che – nonostante tutto – mantiene la sua parola. Questa è la fede: dare credito alla promessa, anche quando essa viene smentita dai fatti; dar fiducia a Dio anche quando sembra contraddittorio e inaffidabile. Abramo credette e si addentrò nella notte che gli stava davanti.

Una tradizione riportata dal secondo libro delle Cronache identifica il territorio di Moria con il monte dove Salomone costruì il tempio. Ma non è proprio la fede il vero sacrificio gradito a Dio? YHWH non vuole il sangue dei primogeniti, ma l’obbedienza della fede. E Abramo credette. Il gioco sul verbo ebraico ra’ah / “vedere” che il testo contiene alla fine del racconto (vedere, provvedere) mostra come, nella fede, l’uomo è capace di incontrare Dio anche nella notte, perché è Dio stesso che nella notte si lascia vedere.

 

La notte trasfigurata

Il racconto della trasfigurazione di Gesù, proposto nel Vangelo, approfondisce il motivo della notte e della luce della fede nel cammino di Cristo e dei credenti. Il testo va letto non tanto in chiave di “che cosa” è accaduto sul monte, ma piuttosto in chiave di “senso”, perché i generi utilizzati dall’autore hanno la funzione di illuminare la vita e non di soddisfare la curiosità. La trasfigurazione si presenta come un genere letterario misto, dove, accanto a tratti tipici dell’epifania (apparire, vedere...), della teofania (nube, voce, ...) e dell’apocalittica (le vesti bianche, la nube, la voce...), Marco ha inserito altri motivi cristologici allo scopo di mostrare, in una sorta di “midrash”, il senso profondo della storia di Gesù e di coloro che si sono messi alla sua sequela.

Nell’unità precedente, il lettore aveva imparato che la strada del figlio dell’uomo e dei suoi discepoli è la strada della croce. Gesù aveva detto: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mc 8,34). Con il racconto della trasfigurazione, la rivelazione sulla strada di Cristo e dei discepoli diventa luminosa, perché viene detto che Dio ha il potere di trasfigurare la croce, trasformandola in resurrezione e vita. La menzione della trasfigurazione come opera di Dio («fu trasfigurato davanti a loro» ha Dio stesso come soggetto) offre al lettore la chiave interpretativa degli eventi che accadono sulla strada di Gerusalemme. E così viene chiaramente detto che la croce di Gesù, e quella di chi lo segue, non è il segno di un terribile destino, ma la manifestazione di una sapienza, capace di trasformare il non senso della storia umana in cammino di vita.

Vanno lette in questa luce anche le figure di Elia e Mosè, che appaiono accanto al Cristo splendente. La tradizione cristiana li ha compresi per lo più come rappresentanti della legge e dei profeti, ma forse è stato sorvolato il fatto che Mosè ed Elia sono profeti che hanno sofferto e, nella sofferenza, hanno fatto esperienza della salvezza di Dio. Nella tradizione ebraica non solo Elia, ma anche Mosè è visto come il profeta perseguitato. Essi testimoniano la presenza del Dio salvatore nel destino di morte inferto dagli uomini ai suoi inviati. E, come Dio è stato presente nella storia di Israele, salvando i suoi profeti, così ora è presente nel destino di sofferenza del suo Figlio e dei suoi discepoli, liberandoli dalla morte.

In questo modo, il Vangelo si aggancia al racconto della notte di Abramo, affermando che il Dio della Bibbia è il Dio della vita. La notte oscura dell’uomo, la notte del dubbio e dell’abbandono, è una notte abitata dalla Presenza. E proprio quando uno immagina di essere ormai solo e abbandonato, proprio allora Dio diventa la sua consolazione e il suo soccorso. La trasfigurazione della notte di Abramo in cammino verso il monte Moria, e della notte di Gesù sulla strada per Gerusalemme, ci dice che la Speranza raggiunge l’uomo proprio là, dove egli si trova, sulla via che egli percorre, nella situazione che gli è data in sorte. Un prodigio della fede. In fondo che cosa è la risurrezione se non questa trasfigurazione della nostra notte, qualunque essa sia. Dio ha il potere di trasformare la nostra vita mortale e tenebrosa, rendendola degna e splendente, grazie a Gesù che ha attraversato la notte con la fiducia in Colui a cui appartengono i giorni e gli anni, la luce e le tenebre.

 

 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per proporti servizi in linea con le tue preferenze.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca -Per saperne di piu'- . Cliccando su "Approvo" acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa sull'uso dei cookie

Questo sito web utilizza cookie e tecnologie simili per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazionie servizi online. Il presente documento fornisce informazioni dettagliate sull'uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati da questo sito e su come gestirli.

Definizioni

I cookie sono frammenti di testo che permettono al server web di memorizzare sul client tramite il browser informazioni da riutilizzare nel corso della medesima visita al sito (cookie di sessione) o in seguito, anche a distanza di giorni (cookie persistenti). I cookie vengono memorizzati, in base alle preferenze dell'utente, dal singolo browser sullo specifico dispositivo utilizzato (computer, tablet, smartphone).

Nel seguito di questo documento faremo riferimento ai cookie e a tutte le tecnologie similari utilizzando semplicemente il termine "cookie".

Tipologie di cookie

In base alle caratteristiche e all'utilizzo i cookie si distinguono in diverse categorie:

Cookie strettamente necessari.

Si tratta di cookie indispensabili per il corretto funzionamento del sito. La durata dei cookie è strettamente limitata alla sessione di navigazione (chiuso il browser vengono cancellati)

Cookie di analisi e prestazioni.

Sono cookie utilizzati per raccogliere e analizzare il traffico e l'utilizzo del sito in modo anonimo. Questi cookie, pur senza identificare l'utente, consentono, per esempio, di rilevare se il medesimo utente torna a collegarsi in momenti diversi. Permettono inoltre di monitorare il sistema e migliorarne le prestazioni e l'usabilità. La disattivazione di tali cookie può essere eseguita senza alcuna perdita di funzionalità.

Cookie di profilazione.

Si tratta di cookie utilizzati per identificare (in modo anonimo e non) le preferenze dell'utente e migliorare la sua esperienza di navigazione.


Cookie di terze parti

Visitando un sito web si possono ricevere cookie sia dal sito visitato ("proprietari"), sia da siti gestiti da altre organizzazioni ("terze parti"). Un esempio notevole è rappresentato dalla presenza dei "social plugin" per Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn. Si tratta di parti della pagina visitata generate direttamente dai suddetti siti ed integrati nella pagina del sito ospitante. L'utilizzo più comune dei social plugin è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network.

Durata dei cookie

Alcuni cookie (cookie di sessione) restano attivi solo fino alla chiusura del browser o all'esecuzione del comando di logout. Altri cookie "sopravvivono" alla chiusura del browser e sono disponibili anche in successive visite dell'utente.

Questi cookie sono detti persistenti e la loro durata è fissata dal server al momento della loro creazione. In alcuni casi è fissata una scadenza, in altri casi la durata è illimitata.

Questo sito non fa uso di cookie persistenti, è possibile però che durante la navigazione su questo sito si possa interagire con siti gestiti da terze parti che possono creare o modificare cookie permanenti e di profilazione.

 

Come Gestire i Cookie

L'utente può decidere se accettare o meno i cookie utilizzando le impostazioni del proprio browser. Occorre tenere presente che la disabilitazione totale dei cookie può compromettere l'utilizzo delle funzionalità del sito.

Di seguito è possibile accedere alle guide per la gestione dei cookie sui diversi browser:

Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it

Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Gestione%20dei%20cookie

Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/windows7/how-to-manage-cookies-in-internet-explorer-9

Opera: http://help.opera.com/Windows/10.00/it/cookies.html

Safari: http://support.apple.com/kb/HT1677?viewlocale=it_IT

E' possibile inoltre avvalersi di strumenti online come http://www.youronlinechoices.com/ che permette di gestire le preferenze di tracciamento per la maggior parte degli strumenti pubblicitari abilitando o disabilitando eventuali cookie in modo selettivo

Interazione con social network e piattaforme esterne

Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook (Facebook, Inc.)

Il pulsante ?Mi Piace? e i widget sociali di Facebook sono servizi di interazione con il social network Facebook, forniti da Facebook, Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Pulsante +1 e widget sociali di Google+ (Google Inc.)

Il pulsante +1 e i widget sociali di Google+ sono servizi di interazione con il social network Google+, forniti da Google Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Pulsante Tweet e widget sociali di Twitter (Twitter, Inc.)

Il pulsante Tweet e i widget sociali di Twitter sono servizi di interazione con il social network Twitter, forniti da Twitter, Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Statistica

 

google-analytics

Google-analytics.com è un software di statistica utilizzato da questa Applicazione per analizzare i dati in maniera diretta e senza l?ausilio di terzi
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

 

Visualizzazione di contenuti da piattaforme esterne

Widget Video Youtube (Google)

Youtube è un servizio di visualizzazione di contenuti video gestito da Google Inc. che permette a questa Applicazione di integrare tali contenuti all?interno delle proprie pagine.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Luogo del trattamento: USA
Privay Policy

 

Titolare del Trattamento dei Dati

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.

Il "titolare" del loro trattamento è la Curia della Diocesi Suburbicaria di Palestrina che ha sede in Piazza G. Pantanelli 8, 00036 Palestrina (RM).