Giovedi, 02  Luglio  2020  12:06:36


calendario I nostri contatti La pagina Facebook diocesanainstagram Account Twitteril Canale Youtubeil Canale Telegram


Epifania del Signore 2019

Epifania Rupnikdi Don Paolo Morocutti - Epifania deriva dalla parola greca “ἐπιϕάνεια” cioè “manifestazione”, questa antica festività cristiana ha avuto origine nel terzo secolo in ambito orientale e inizialmente voleva celebrare la manifestazione della divinità di Gesù rivelata dal Padre nel battesimo nel Giordano, solo successivamente il cristianesimo occidentale ha individuato la “manifestazione” della divinità di Gesù nell'episodio evangelico dell'adorazione dei Magi. Il brano dell’Epifania, con la visita dei Magi a Betlemme, è narrato solo dall’evangelista Matteo (2,1-12). Il racconto è inserito nei primi due capitoli del primo vangelo, chiamati “vangeli dell’infanzia” ma che, in realtà, oltre a parlare dell’origine rappresentano delle vere e proprie allegorie pasquali sull’identità di Gesù attraverso un susseguirsi di racconti che anticipano quanto accadrà sulla croce. La narrazione si sviluppa intorno a Gerusalemme (vv. 2-7) e a Betlemme (vv. 8-12). Tutte e due le scene evangeliche sono introdotte dal viaggio e dall’arrivo dei magi e sono collegate tra loro da elementi comuni: la stella (vv. 2.7.9.10) e l’adorazione del bambino (vv. 2.11). Il racconto fa emergere volutamente alcune forti contrapposizioni, che poi daranno l’interpretazione alla linea teologica che sta alla base dell'odierna solennità dell'Epifania. Queste contrapposizioni, volute e sottolineate dal testo evangelico rappresentano una chiave di lettura fondamentale per l'interpretazione del messaggio dell'Epifania.

Ne consideriamo solo tre:

  1. tra il re Erode e il Re dei giudei
  2. tra Erode e i magi
  3. tra lo “strumento” della ricerca dei magi (stella) e di Erode, i sacerdoti e gli scribi (la Scrittura)

 

1. Il re Erode e il Re dei Giudei

C’è una domanda fondamentale, cuore del racconto, che porta alcuni magi a mettersi in viaggio e che, dall’altro lato, sembra destabilizzare le ambizioni regali di Erode: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo».

Il testo, perciò, mette in evidenza il tema della “regalità” dei due personaggi, chiamati in causa: Erode e il bambino.

Il re Erode, da fonti storiche, viene dipinto come un tiranno violento e sospettoso di tutti coloro che gli sono vicini, tanto che governa circa 30 anni attraverso l'uso della violenza e a prezzo di uccisioni, anche dei suoi figli. Perciò, Erode è “re” attraverso una serie di congiure e complotti; egli è geloso di questo titolo tanto che teme la regalità di questo “re” appena nato, indifeso e umile, voluto dal cielo e che si manifesta a dei personaggi lontanissimi attraverso la stella. In fondo Erode sa di non essere il “re dei Giudei” perché nelle sue vene non scorre sangue ebraico (era infatti idumeo); da qui la paura di perdere il trono.

Gesù, invece, è il re voluto da Dio; infatti, con lo spuntare della stella, lo scrutare la Scrittura e dalle parole dello stesso Erode troviamo nel testo i seguenti titoli: il re dei Giudei (v. 2), il Cristo (v. 4), un capo e pastore del mio popolo Israele (v. 5).

Il primo titolo, il re dei Giudei, ritornerà nuovamente nel vangelo nell’ambito della Passione: Gesù, infatti, sarà deriso da Pilato (27,11), schernito dai soldati (27,29) e sulla croce lo avrà come “titulus” per indicare il motivo della sua condanna (27,37).

Il titolo di Cristo\Messia è dato a Gesù dallo stesso re Erode, identificando così quel re con il Messia. Da qui l’ulteriore conferma da parte dei sacerdoti e degli scribi che scrutando le Scritture identificano il re e Messia con il nato a Betlemme.

Anzi, questi ultimi, riscontrano e attribuiscono al bambino altri due titoli: capo e pastore ovvero un capo che pascerà il popolo\gregge, Israele. Gesù non è re che esercita il dominio nella sottomissione e nella violenza come Erode, ma è un capo secondo il cuore di Dio, come Davide, il re pastore di Betlemme, e sarà un pastore autentico, pieno di compassione per tutti.

Quindi, il fatto che Gesù sia stato identificato con questi titoli e che sia nato a Betlemme, fa emergere che egli è il “re atteso”, il Messia, colui che è il vero re, il vero Messia, il vero capo, il vero pastore, il vero figlio e discendente di Davide.

 

2. Il re Erode e i Magi

Il confronto viene ulteriormente messo in evidenza dalla notizia della nascita del nuovo re e dal diverso scopo che muove Erode e i Magi. Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme (v. 3). C’è ancora il tema di una regalità che sconvolge, tanto che questo concetto ritornerà nel vangelo questo da parte di tutta la città in 21,10, all’ingresso di Gesù a Gerusalemme, Gesù sarà condannato anche da tutto il popolo (27,25). Nel turbamento della notizia di un re nato, allora, vi è paura, non accoglienza, c'è chiusura e condanna, poiché tutti occupano il proprio posto attraverso ragionamenti umani, dove la situazione di imprevisto non è contemplata e deve essere subito .

I Magi, al contrario, alla notizia del re nato, avendo visto spuntare la sua stella, si sono messi in cammino per incontrarlo e adorarlo. Questi personaggi compaiono e scompaiono in questi versetti lasciando nei secoli un’ampia letteratura e tradizione. Ma il testo biblico dice solo l’essenziale. Essi sono chiamati “magoi” ovvero maghi. Il termine non ha solo un aspetto negativo (maghi, ciarlatani) ma anche positivo con il senso di sapienti, astronomi e astrologi; nel brano di Matteo, infatti, sono collegati alla lettura del cielo. Essi partono da Oriente per cui non sono ebrei, la tradizione successiva li fa venire dalla Persia, dall’Arabia, dalla Mesopotamia, l’evangelista vuole dire che essi sono coloro che, rispetto a Erode e tutta Gerusalemme, accolgono il re dei Giudei e per lui si mettono in cammino. Essi, perciò, prima esclusi dall’Alleanza perché stranieri diventano i destinatari della promessa divina, in virtù del loro atteggiamento di ricerca e accoglienza verso il Messia e della sua azione salvifica. Essi, allora, anticipano l’accoglienza e il cammino dei pagani rispetto al popolo giudaico davanti al Cristo, il re dei Giudei.

Lo scopo del viaggio dei Magi è adorare il bambino (vv. 2.11), cioè un segno di prostrazione davanti a qualcuno che ti è più grande e Matteo tende a indicare come Gesù venga da tale azione riconosciuto nella sua identità messianica (8,2; 9,18; 14,33; 15,25; 20,20; 28,9.17). Anche Erode dice di voler adorare il bambino (v. 8), ma egli vorrà fare il contrario, ovvero eliminare questo pericolo per lui. C’è chi nell’umiltà riconosce i segni e la situazione della propria vita e si mette in cammino per riconoscere la vita e la grandezza di un Altro, e chi, falsamente, si presenta davanti all’Altro riconoscendolo solo come nemico.

 

3. La stella e la Scrittura

Il cammino dei Magi inizia con la stella, la quale prima di portarli a Betlemme e fermarsi là dove si trovava il bambino, li fa passare da Gerusalemme dove essa scompare.

Nella letteratura antica l’astro è segno della nascita di un personaggio particolare o di un cambiamento d’epoca. La funzione della stella nella vicenda dei magi può essere compresa alla luce del racconto di Balaam, un pagano che invece di maledire Israele come aveva ordinato Balak, re di Moab, annuncia ad Israele la speranza messianica: “io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele” (Nm 24,17a). Pertanto la stella, metafora del Messia, diventa la guida dei magi e il segno della gloria di Dio che ora si rivela nel bambino nato a Betlemme.

Per rispondere alla domanda che i Magi portano dentro e che li muove verso il Cristo è necessaria la Scrittura; solo attraverso di essa possono raggiungere Betlemme perché “così è scritto per mezzo del profeta”. La Scrittura indica il cammino ed ecco che ricompare la stella, che infonde gioia grandissima (la terminologia è quella delle donne al sepolcro in 28,8), che si ferma sopra il luogo dove si trovava il bambino, identificando così la stella messianica profetizzata da Balaam con il bambino Gesù (cfr. Ap 22,16: Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino).

A Gerusalemme, invece, pur avendo la Scrittura che indica il luogo in cui doveva nascere il Cristo e avendo Betlemme a pochi chilometri di distanza, nessuno riesce a compiere il cammino fatto dai Magi. Possiamo sintetizzare affermando che a Gerusalemme ci sono le risposte della vita ma mancano le domande. In conclusione possiamo riprendere la nostra affermazione iniziale in cui si affermava che il racconto dell'Epifania è già inserito nella lettura evangelica e pasquale della vicenda di Gesù, anticipando al lettore il destino del Messia, il re dei Giudei. Egli, infatti, fin da subito viene rifiutato proprio da coloro che sono i detentori delle promesse messianiche (i sacerdoti e gli scribi a Gerusalemme), mentre viene accolto da coloro che si mettono alla ricerca, i pagani (i magi che si muovono dall’Oriente). Questi ultimi giungono alla Rivelazione di Dio, che ha come contenuto la nascita del Messia, l’identità del Cristo, sia mediante un fenomeno naturale, la stella, sia attraverso le istruzioni della Scrittura. La loro avventura termina con la realizzazione dello scopo del viaggio: l’adorazione del bambino e l’offerta dei tre doni più apprezzati in Oriente: l’oro, l’incenso e la mirra. Il cammino dei Magi, infine, indica che tutti gli uomini sono chiamati all’incontro con Cristo; un cammino in cui Dio anticipa, guida e accompagna i passi di ogni “pellegrino del senso della vita”, abitato da domande che inquietano il cuore e lo aprono al cielo.

 

 

 

 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per proporti servizi in linea con le tue preferenze.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca -Per saperne di piu'- . Cliccando su "Approvo" acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa sull'uso dei cookie

Questo sito web utilizza cookie e tecnologie simili per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazionie servizi online. Il presente documento fornisce informazioni dettagliate sull'uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati da questo sito e su come gestirli.

Definizioni

I cookie sono frammenti di testo che permettono al server web di memorizzare sul client tramite il browser informazioni da riutilizzare nel corso della medesima visita al sito (cookie di sessione) o in seguito, anche a distanza di giorni (cookie persistenti). I cookie vengono memorizzati, in base alle preferenze dell'utente, dal singolo browser sullo specifico dispositivo utilizzato (computer, tablet, smartphone).

Nel seguito di questo documento faremo riferimento ai cookie e a tutte le tecnologie similari utilizzando semplicemente il termine "cookie".

Tipologie di cookie

In base alle caratteristiche e all'utilizzo i cookie si distinguono in diverse categorie:

Cookie strettamente necessari.

Si tratta di cookie indispensabili per il corretto funzionamento del sito. La durata dei cookie è strettamente limitata alla sessione di navigazione (chiuso il browser vengono cancellati)

Cookie di analisi e prestazioni.

Sono cookie utilizzati per raccogliere e analizzare il traffico e l'utilizzo del sito in modo anonimo. Questi cookie, pur senza identificare l'utente, consentono, per esempio, di rilevare se il medesimo utente torna a collegarsi in momenti diversi. Permettono inoltre di monitorare il sistema e migliorarne le prestazioni e l'usabilità. La disattivazione di tali cookie può essere eseguita senza alcuna perdita di funzionalità.

Cookie di profilazione.

Si tratta di cookie utilizzati per identificare (in modo anonimo e non) le preferenze dell'utente e migliorare la sua esperienza di navigazione.


Cookie di terze parti

Visitando un sito web si possono ricevere cookie sia dal sito visitato ("proprietari"), sia da siti gestiti da altre organizzazioni ("terze parti"). Un esempio notevole è rappresentato dalla presenza dei "social plugin" per Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn. Si tratta di parti della pagina visitata generate direttamente dai suddetti siti ed integrati nella pagina del sito ospitante. L'utilizzo più comune dei social plugin è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network.

Durata dei cookie

Alcuni cookie (cookie di sessione) restano attivi solo fino alla chiusura del browser o all'esecuzione del comando di logout. Altri cookie "sopravvivono" alla chiusura del browser e sono disponibili anche in successive visite dell'utente.

Questi cookie sono detti persistenti e la loro durata è fissata dal server al momento della loro creazione. In alcuni casi è fissata una scadenza, in altri casi la durata è illimitata.

Questo sito non fa uso di cookie persistenti, è possibile però che durante la navigazione su questo sito si possa interagire con siti gestiti da terze parti che possono creare o modificare cookie permanenti e di profilazione.

 

Come Gestire i Cookie

L'utente può decidere se accettare o meno i cookie utilizzando le impostazioni del proprio browser. Occorre tenere presente che la disabilitazione totale dei cookie può compromettere l'utilizzo delle funzionalità del sito.

Di seguito è possibile accedere alle guide per la gestione dei cookie sui diversi browser:

Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it

Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Gestione%20dei%20cookie

Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/windows7/how-to-manage-cookies-in-internet-explorer-9

Opera: http://help.opera.com/Windows/10.00/it/cookies.html

Safari: http://support.apple.com/kb/HT1677?viewlocale=it_IT

E' possibile inoltre avvalersi di strumenti online come http://www.youronlinechoices.com/ che permette di gestire le preferenze di tracciamento per la maggior parte degli strumenti pubblicitari abilitando o disabilitando eventuali cookie in modo selettivo

Interazione con social network e piattaforme esterne

Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook (Facebook, Inc.)

Il pulsante ?Mi Piace? e i widget sociali di Facebook sono servizi di interazione con il social network Facebook, forniti da Facebook, Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Pulsante +1 e widget sociali di Google+ (Google Inc.)

Il pulsante +1 e i widget sociali di Google+ sono servizi di interazione con il social network Google+, forniti da Google Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Pulsante Tweet e widget sociali di Twitter (Twitter, Inc.)

Il pulsante Tweet e i widget sociali di Twitter sono servizi di interazione con il social network Twitter, forniti da Twitter, Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Statistica

 

google-analytics

Google-analytics.com è un software di statistica utilizzato da questa Applicazione per analizzare i dati in maniera diretta e senza l?ausilio di terzi
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

 

Visualizzazione di contenuti da piattaforme esterne

Widget Video Youtube (Google)

Youtube è un servizio di visualizzazione di contenuti video gestito da Google Inc. che permette a questa Applicazione di integrare tali contenuti all?interno delle proprie pagine.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Luogo del trattamento: USA
Privay Policy

 

Titolare del Trattamento dei Dati

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.

Il "titolare" del loro trattamento è la Curia della Diocesi Suburbicaria di Palestrina che ha sede in Piazza G. Pantanelli 8, 00036 Palestrina (RM).