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Battesimo del Signore 2019

battesimo elgrecodi Roberto Sisi - Con la Parola del Padre e il segno dello Spirito Santo, il battesimo è la prima manifestazione pubblica della divinità del Figlio di Dio. Oggi è l’occasione per ogni cristiano di pensare al proprio battesimo come configurazione al Cristo Sacerdote, Re e Profeta.

 

Un Dio che riceve un battesimo di conversione come tutta la folla dei peccatori! È un fatto singolare, che stupisce. Il primo a stupirsi è lo stesso Giovanni il battezzatore che aveva già annunciato: “Colui che viene dopo di me è più forte di me”.

Che senso ha allora per Gesù, Figlio di Dio, ricevere questo battesimo dalle mani di un uomo (Giovanni)?

 

Il battesimo di Gesù riveste 3 significati essenziali:

-       solidarietà all’umanità peccatrice

-       unzione del Santo Spirito

-       intronizzazione o presentazione pubblica del Figlio di Dio per segnare l’inizio del suo ministero.

 

La festa di oggi conclude il ciclo di feste natalizie durante le quali abbiamo celebrato la manifestazione del Verbo di Dio nella nostra carne. La notte di Natale, gli angeli, nel dare l’annuncio ai pastori, chiamano un bambino appena nato «Salvatore d’Israele». I magi indicano questo bambino come il «Re d’Israele». Al battesimo appare una nuova caratteristica della persona di Gesù che ci viene presentato e manifestato dall’evento stesso: È il Figlio di Dio. Non è mandato solo per salvare Israele oppure per essere il Re d’Israele, ma è colui che Dio ha generato come suo Figlio dilettissimo, uguale a Lui, Dio, Figlio di Dio. Questa identità di Figlio di Dio è annunciata e manifestata pubblicamente nel battesimo di Gesù al momento di iniziare il suo ministero pubblico, come una sorta d’indicazione per comprendere la sua missione, i suoi gesti e tutto quello che succederà dopo.

 

Il battesimo di Gesù è l’anticipazione della sua Pasqua e della nostra salvezza. Dio salva abbassandosi. Ecco perché era difficile per Giovanni Battista capire ciò e accettare di battezzare il suo Signore, lo stesso che aveva indicato come l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo; così sarà difficile per Pietro capire prima di accettare di farsi lavare i piedi dal Maestro.

 

I padri della Chiesa hanno visto nella discesa di Gesù nell’acqua del Giordano il simbolo della sua immersione nella morte. Cristo è disceso fino in fondo nella nostra umanità, nel nostro peccato, per salvarcene. Lo ha fatto gratuitamente, senza necessità da parte sua.

In questo modo Gesù ci mostra che è solidale con tutti gli uomini peccatori. Per Dio ogni uomo può essere salvato. Con questo gesto Gesù manifesta il suo desiderio di salvare tutti coloro che sono animati dalla volontà di cambiare vita, amando e credendo in Lui. È questa la buona notizia!

La scena del battesimo ci porta direttamente alla passione di Cristo. Infatti, uscendo dall’acqua, simbolo delle potenze del male, Gesù è rivelato come il Figlio amato del Padre. Nello stesso modo, Gesù muore sulla croce divenendo solidale con tutti gli uomini vittime del male e della sofferenza umana. Il terzo giorno risorge dai morti per testimoniare al mondo che l’amore di Dio è più forte di tutte le potenze maligne e che ogni uomo è invitato alla vita in Dio.

Nel battesimo è riassunta tutta la vita di Cristo che ha vinto la morte perché tutti gli uomini fossero salvati.

 

 

Uscendo dall’acqua, ha visto il cielo aprirsi e lo Spirito Santo scendere su di Lui come una colomba. La rappresentazione che i lettori del vangelo di Luca si fanno del cielo è sicuramente quella di una volta, una frontiera che separa il mondo degli uomini dal mondo di Dio che è nei cieli. Questa apertura rende possibile una comunicazione diretta tra il mondo di Dio, che non conoscevamo, e il nostro mondo. Questa comunicazione si manifesta in modo visibile con la discesa della colomba, che è il segno della presenza e dono dello Spirito Santo. E la voce che presenta ufficialmente Cristo suggerisce e indica che Gesù è la persona che unisce ormai il cielo e la terra, il ponte assoluto tra questi due mondi. Vero Dio e vero uomo, ha preso dal divino per portarlo agli uomini e ha preso l’umanità per portarla in cielo. Questo cielo rimane aperto e il contatto tra cielo e terra è ormai perenne per mezzo del Figlio amato.

 

Il battesimo di Gesù è anche un’immagine trinitaria, in cui l’amore di Dio Uno e Trino, Padre Figlio e Spirito Santo, si rende manifesto agli uomini.

Dopo questo momento di solidarietà di Dio con la povertà della condizione umana, di unzione dello Spirito Santo e di presentazione ufficiale, Gesù inizia il suo ministero pubblico, prima di tutto nell’intimità della preghiera con il Padre.

 

Il battesimo di Gesù ci porta a riflettere sul nostro battesimo, momento iniziale di un cammino che ci ha configurati in Cristo e ci ha associati alla sua filiazione divina. Essere figlio amato da Dio, esserne eredi, è sicuramente per noi un motivo di orgoglio, ma allo stesso tempo è un impegno, quello dei discepoli chiamati a morire con Gesù nel nostro peccato e a risorgere con Lui a vita nuova.

L’impegno del battesimo è di farci diventare persone nuove che dicono di no a Satana e al suo programma e dicono di sì a Cristo e alla sua proposta di salvezza. Un impegno che ci chiede di fare un piccolo gradino in più rispetto alla nostra semplice umanità, amando e vivendo non secondo la logica del mondo, ma secondo l’insegnamento del Vangelo. Un impegno che ci porta a remare spesso contro corrente nei confronti della logica normale dell’uomo, ad amare senza ma, senza se, ad amare anche i propri nemici, a perdonare senza stancarsi.

 

In occasione del nostro battesimo si stabilisce con Dio un dialogo, un collegamento, un rapporto diretto. E ci raggiunge questa dichiarazione: “Tu sei mio figlio, l’amato, in te ho posto la mia fiducia”. Che grande dichiarazione di un Dio che ama follemente l’uomo e si fida di ogni uomo. Essere cristiani non è innanzitutto seguire un codice etico di buona condotta che alla fine fa di Dio un debitore nei nostro confronti, dovendo gratificare le nostre buone opere. Obbedire ai comandamenti di Dio, fare la volontà di Dio è senz’altro un aspetto molto importante della vita cristiana, ma tutto deve iniziare con il “sentirci figli amati di Dio”. È importante sapere ed essere convinti che Dio ci ama e lasciarci amare da Lui.

 

È questa l’occasione di riflettere sul nostro essere cristiani, una identità spesso rivendicata. Essere cristiani non è il semplice fatto di essere stati battezzati un giorno (spesso da bambini), ma si tratta di vivere davvero il nostro battesimo. Se così fosse, il mondo avrebbe oggi un volto nuovo. Perché il male che ci circonda, le guerre, la criminalità, l’esclusione, la nuova schiavitù, l’odio vengono spesso dai battezzati che siamo. Un mondo veramente cristiano produrrebbe tanta pace e tanto amore.

 

Impegniamoci a riappropriarci del nostro battesimo e a viverlo davvero. Chiediamo a Dio la grazia della perseveranza e della costanza. Ma soprattutto la fiducia in Lui che ci ama di un amore forte, la grazia di sentirci amati da Dio.

 

 

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