III Domenica T.O. /A

pescatoriI Domenica della Parola di Dio, di P.Giuseppe Polselli

Uno dei doni più belli che Papa Francesco poteva farci quest’anno è stato il Motu proprio Aperuit illis, la lettera apostolica che istituisce la Terza Domenica dell’anno liturgico come Domenica della Parola di Dio.  Apriamo il Vangelo di Luca al capitolo  24, 45 e leggiamo l’esperienza straordinaria dei due discepoli di Emmaus: “…aprì loro la mente per comprendere le Scritture...”  

Gesù continua ogni domenica, in ogni Celebrazione eucaristica,  ad aprirci il cuore attraverso la Sua Parola, e a nutrirlo attraverso il Suo Pane. Per cui si esce dalla chiesa rinnovati, cambiati, pieni di gioia, veri “Missionari del Risorto”.

Questa Domenica della Parola di Dio, che capiterà ogni anno nei pressi dell’annuale Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25 Gennaio), assume quest’anno un valore particolare. Il tema infatti è stato preparato dalla Comunità ecumenica di Malta ed è preso dagli Atti degli Apostoli,  (28,2): “Ci hanno trattati con rara umanità”.

 

276 naufraghi, dopo 2 settimane di tempesta, sballottati dalle forze del mare, approdano a Malta. Tra loro c’è un prigioniero speciale, Paolo di Tarso, in viaggio verso Roma, perché aveva, come cittadino romano, appellato a Cesare. Nonostante la sua condizione di prigioniero, egli è riuscito a sostenere i suoi compagni di sventura. Egli ammira gli abitanti di quest’isola.  Essi per ben tre mesi rifocillano i naufraghi, benché non abbiano ancora alcuna fede.

 

Ma torniamo alla Liturgia odierna: avere la Bibbia sempre in tasca come il cellulare (Angelus del 5-III-2017).   Cosa succe-derebbe  se tornassimo indietro a prenderla ,  come facciamo per il cellulare e leggessimo i suoi messaggi con la medesima frequenza con cui leggiamo gli svariati messaggi quotidiani dei social? Il paragone è paradossale, prosegue il Papa, ma fa riflettere:  se avessimo la Parola di Dio sempre nel cuore, nessuna tentazione potrebbe allontanarci da Lui.

 

Il Santo Padre in Piazza San Pietro oggi regalerà una piccola Bibbia a tutti i presenti, ai partecipanti alla Celebrazione da lui presieduta, come segno di questo impegno a voler ogni giorno scoprire il dono di Dio.

Celebrare ha lo scopo anzitutto di formare la Comunità. Si entra nella chiesa carichi di tensione, agitati, preoccupati, cupi e insoddisfatti…   Si esce da essa luminosi, gioiosi, entusiasti, quindi come Missionari della Parola.

Questa infatti va studiata, vissuta, sperimentata, incarnata, e poi trasmessa, condivisa, comunicata più per contagio che a parole.                      

Un alunno di V.a  Elementare  al tema “Come fai a dimostrare la presenza di Dio ?” ha risposto: … Dio è come lo zucchero nel latte. Egli non si vede, né si tocca, ma solo quando non c’è te ne accorgi …

Concludiamo con una proporzione matematica: “Vangelo scritto sta a Vangelo vissuto,  come  musica scritta sta a musica eseguita”.                      

Alla stragrande maggioranza delle persone uno spartito musicale non dice nulla …  invece ascoltare l’esecuzione rallegra a tutti il cuore; così leggere la Bibbia può sembrare azione arida e fredda … invece  incontrare  una Comunità che vive la Parola  è  tutta un’altra cosa!