Giovedi, 02  Aprile  2020  21:49:41


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V Domenica T.O. /A

sale luce 30adi Giancarlo Carletti, Diacono - Se io mettessi un grosso cucchiaio di sale nella zuppa, questa diventerebbe immangiabile. Ce ne vuole solo un pizzico, che basta ad insaporirla. Senza utilizzare un'immagine, anche se non ci sono che pochi uomini a sopportare con buonumore, bontà e indulgenza, le debolezze del loro prossimo, a non essere solo preoccupati di imporsi, di perseguire i propri scopi e i propri interessi, questo pugno di persone ha la possibilità di cambiare il proprio ambiente, contribuendo a che il nostro mondo resti umano. Il nostro mondo sarebbe povero, inumano e freddo se non ci fossero uomini che danno prova di questa cordialità e di questa generosità spontanea.

Essere il sale della terra: Siamo abbastanza fiduciosi per credere al carattere contagioso della bontà? O ci accontentiamo di temere il potere contagioso del male? Un pizzico di sale basta a dare gusto a tutto il piatto.

Ognuno di noi, anche se si sente isolato, ha la fortuna di poter cambiare il clima che lo circonda! Gesù ci crede capaci: "Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo!” Ma noi lo siamo veramente?

Pensandoci bene, se consideriamo solo umanamente le Beatitudini come strada per giungere alla felicità, dovremmo ammettere che è pura follia. La nona Beatitudine, compendio delle otto precedenti, proclama felicità ed invita persino all'esultanza coloro che vengono oltraggiati per il nome di Gesù: una pazzia! In realtà lo è tutto il discorso della montagna. Lo vedremo meglio nelle prossime domeniche. Direi di più: lo è tutto il Vangelo per chi non si fida di Gesù. San Paolo lo dice con una espressione molto efficace: "E mentre i giudei chiedono miracoli ed i greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani (1Cor 1,22-23)”.

Il Vangelo alla lunga risulterà solo uno scandalo o follia per chi non vuole saperne della vita di Gesù; mentre, per chi continua a scommettere sulle sue parole, la follia della sua croce diventa la cosa più ragionevole della nostra esistenza.

Nel Vangelo di oggi Gesù indica due qualità che identificano chi davvero sta percorrendo la strada delle Beatitudini: egli è il sale della terra e luce del mondo.

Il sale non esiste per sé, ma per dare sapore al cibo. La luce non esiste per sé, ma per illuminare il cammino. La comunità non esiste per sé, ma per servire la gente.

Il discepolo di Cristo, infatti, non ha necessariamente un curriculum fatto di titoli di studio, di particolari esperienze, di carismi o retaggi speciali provenienti dal passato. Di sicuro chi segue Gesù comincia a dare un sapore particolare alle cose umane più semplici, al punto che, chi entra in relazione con lui "sente" la sua umanità come il sale che insaporisce una buona pietanza o che lo preserva dalla dilagante corruzione come nella sua azione conservatrice degli alimenti. Chi segue Gesù rifugge dall'apparire sui palcoscenici e non fa nulla per farsi notare. Ma, essendo sale, cioè qualcosa che dà un sapore nuovo alla sua e all'altrui vita, finisce per non passare inosservato. Questo il senso delle parole di Gesù nei versetti 14-16: la sua vita diventa bella, di una bellezza che si può contemplare e che conquista gli altri glorificando Dio.

All'epoca in cui Matteo scriveva il suo Vangelo, questa missione stava diventando difficile per le comunità convertite dei giudei. Malgrado vivessero nell'osservanza fedele della Legge mosaica, le stavano espellendo dalle sinagoghe, tagliate dal loro passato giudeo. In quanto a questo, tra i pagani convertiti, alcuni dicevano: "Dopo la venuta di Gesù, la legge di Mosè era superata". Tutto questo causava tensioni ed incertezze. L'apertura di alcuni sembrava criticare l'osservanza di altri e viceversa. Questo conflitto generò una crisi che portò a rinchiudersi nella propria posizione. Alcuni volevano andare avanti, altri volevano mettere la luce sotto il tavolo. Molti si chiedevano: "In definitiva, qual è la vostra missione?" Ricordando ed attualizzando le parole di Gesù, il Vangelo di Matteo cerca di aiutarli.

Usando immagini della vita di ogni giorno, con parole semplici e dirette, Gesù fa sapere qual è la missione e la ragione d'essere di una comunità cristiana: essere sale!

La prima lettura tratta dal profeta Isaia suggerisce quella concretezza in cui la nostra vita può rivelarsi come il sale che, poco a poco, la rende più bella e luminosa: ve le ricordate le sette opere di misericordia corporale? Cioè: dividere il pane con l'affamato, introdurre in casa i miseri e senza tetto, vestire chi è nudo, senza trascurare i parenti, togliere di mezzo l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, saziare l'afflitto di cuore. Come avrete intuito, è l'amore disinteressato che si prende cura degli altri, quel sale che ci fa luce del mondo: allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto… Allora brillerà fra le tenebre la tua luce … (Is 58,8-10).

Nella mia Fraternità dei francescani secolari della mia parrocchia ci sono dei fratelli che sono molto impegnati nel cammino della carità cristiana. Hanno deciso di collaborare insieme, di progettare insieme, di non mettere al centro la loro identità di gruppo, la loro peculiarità. Hanno messo al centro prima il povero, l'affamato, l'afflitto, i senza tetto. Così aiutano i poveri, visitano gli ammalati, li ascoltano e si stanno ingegnando per cercare di dare una risposta concreta ai problemi urgenti di chi vive un generale disagio: 1) vedere come stanno, cercando di operare silenziosamente per vivere la parola di Dio; 2) vedere il loro tempo libero che dedicano al Signore; 3) vedere la costante ricerca di iniziative che facciano crescere la disponibilità di altri per lavorare nella sua vigna. Tutto questo mi fa ringraziare e glorificare Dio perché non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e diano gloria al Padre vostro che è nei cieli (Mt 5,14-16).

Tra queste tendenze, Matteo cerca un equilibrio, al di là dei due estremi. La comunità deve essere lo spazio dove questo equilibrio possa essere raggiunto e vissuto. La risposta di Gesù continua ad essere molto attuale: "Non sono venuto ad abolire la Legge, ma a darle pieno compimento".

Le Comunità non possono essere contro la Legge, né possono rinchiudersi nell'osservanza della Legge. Come ha fatto Gesù, devono dare un passo e mostrare in modo pratico che l'obiettivo che la Legge vuole raggiungere nella vita è la pratica perfetta dell'amore. Le Comunità, attraverso lo Spirito di Gesù, cercavano di vivere la vita come la visse Gesù. Il piano di salvezza ha tre tappe unite: a) Antico Testamento; b) la vita di Gesù; c) la vita delle comunità. L'unità di queste tre tappe genera la certezza della fede che Dio sta in mezzo a noi.

Per un confronto personale.

Per voi, nella vostra esperienza di vita, a cosa serve il sale? La vostra comunità è sale? Per voi, cosa significa la luce nella vostra vita? Come è la luce nella vostra comunità?

Chiudo questa omelia con un brano del Salmo 24 che recita: “Tutti i sentieri del Signore sono verità a grazia per chi osserva il suo patto ed i suoi precetti. Il Signore si rivela a chi lo teme, gli fa conoscere la sua alleanza”.

 

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