II Domenica Pasqua /A

tommasodi Don Primo Martinuzzi - L’ Orazione di Colletta di questa domenica introduce e riassume già tutti i significati più importanti della celebrazione di questa giornata. Proviamo ad analizzarne le singole parole: “Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l'inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti”.

Innanzitutto siamo invitati a riflettere e a comprendere “l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati”.

Si parla della necessità della Nuova Evangelizzazione. Infatti, la nostra società occidentale è caratterizzata da una stragrande maggioranza di persone che hanno ricevuto il Battesimo e gli altri sacramenti della Iniziazione cristiana ma ormai hanno perduto la consapevolezza della propria identità di battezzati: “di essere figli di Dio, di essere perciò partecipi della Natura Divina, di avere un organismo soprannaturale fondato sui sette doni dello Spirito Santo e sulle sette virtù ( Fede, Speranza, Carità, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza), di essere membra vive del Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, di essere i templi viventi dello Spirito Santo…” (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1262-1274).

Ebbene, la liturgia di questa Seconda Domenica di Pasqua ci invita a riflettere su come la Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, ci prende per mano e, dopo averci accompagnato per i quaranta giorni del tempo di Quaresima, per riflettere sul nostro Battesimo, del quale, nella solenne Veglia Pasquale si rinnovano le Promesse, per altri 50 giorni, costituenti il Tempo Pasquale, fino a Pentecoste, ci fa rivivere la nostra Pasqua, cioè il nostro passaggio dalla morte alla vita, con Cristo, avvenuto proprio il giorno del nostro Battesimo.

Questa Seconda Domenica del T. P. è chiamata anche “Domenica in Albis” poiché, coloro che avevano ricevuto il Battesimo, nella Veglia Pasquale, e avevano in quel momento indossato la veste bianca, simbolo della loro anima purificata dal peccato originale, e che portavano per tutti i giorni dell’Ottava, in questa celebrazione deponevano la veste bianca; ma erano invitati dalle parole della liturgia ad essere consapevoli del grande dono del Battesimo ricevuto. Dice infatti sant’Agostino, in un famoso discorso in questa circostanza:

“Rivolgo la mia parola a voi, bambini appena nati, fanciulli in Cristo, nuova prole della Chiesa… le parole stesse dell'apostolo: «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri» (Rm 13, 14), perché vi rivestiate, anche nella vita, di Colui del quale vi siete rivestiti per mezzo del sacramento. «Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo».

Oggi ricorre l'ottavo giorno della vostra nascita, oggi trova in voi la sua completezza il segno della fede, quel segno che presso gli antichi patriarchi si verificava nella circoncisione, otto giorni dopo la nascita al mondo. Voi partecipate del medesimo Mistero (la Risurrezione di Cristo) non ancora nella piena realtà, ma nella sicura speranza, perché avete un pegno sicuro, lo Spirito Santo. «Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio…» (cfr. Col 3, 1-4)”. (Disc. 8 nell'ottava di Pasqua 1, 4; Pl 46, 838. 841).

Anche la Prima Lettura ci parla di quelli che erano stati battezzati “…e che erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere…” (cfr. At 2,42-47).

La Seconda Lettura, tratta dalla prima lettera di san Pietro apostolo, ci parla pure della realtà del Battesimo che ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti: “Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce” (1Pt 1,3-5).

Nell’ Orazione sulle offerte ugualmente si fa menzione del Battesimo:: “Accogli con bontà, Signore, l'offerta del tuo popolo [e dei nuovi battezzati]: tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, guidaci alla felicità eterna…”

La Chiesa celebra oggi anche la festa della Divina Misericordia, istituita da san Giovanni Paolo II il 18/04/2000, il giorno in cui ha canonizzato santa Faustina Kowalska, l’Apostola della Divina Misericordia. Il primo richiamo al “Dio dell’eterna misericordia” lo troviamo all’inizio dell’Orazione di Colletta. Un’altra sottolineatura sta nel Salmo Responsoriale : “Celebrate il Signore, perché è buono, perché eterna è la sua misericordia. Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua misericordia. La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi…”(Cfr. Salmo 117).

Nella II lettura, già citata sopra, troviamo un altro importante riferimento, alla misericordia: “Sia benedetto Dio …che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati...” ( cfr. 1 Pt 1, 3). Infine, nel Vangelo si descrive la seconda apparizione di Gesù nel Cenacolo, otto giorni dopo la Sua Risurrezione: La sera di quel giorno, il primo della settimana… venne Gesù… e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco... Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! ... soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» ( Cfr. Gv 20,19-31).

È l’istituzione del Sacramento della Confessione detto anche Sacramento della Conversione, del Perdono, della Riconciliazione, ( cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn.1423-1424) possiamo dire anche sacramento della Misericordia: la “seconda tavola della salvezza” dopo il Battesimo. Il brano del Vangelo, in questo gesto che Gesù Risorto fa di mostrare le mani ed il fianco, con i chiari segni delle ferite causate dai chiodi e dal colpo di lancia, invita gli apostoli, e tutti noi, a riflettere su ciò che già l’Orazione di Colletta aveva annunciato, e cioè: l’inestimabile ricchezza…oltre che del Battesimo che ci ha purificati ( togliendoci la macchia del peccato originale), anche dello Spirito Santo che ci ha rigenerati, facendoci diventare templi vivi della Sua Presenza; del Sangue Preziosissimo di Cristo che ci ha redenti, rivelandoci così l’Amore misericordioso del Padre Celeste.

Infatti: “ la Misericordia, nel suo aspetto femminile è il viscerale amore materno, che si commuove di fronte alla fragilità della sua creatura appena nata e la abbraccia, fornendole tutto quello che le manca perché possa vivere e crescere; e, nel suo aspetto propriamente maschile, è la fedeltà forte del padre che sempre sostiene, perdona e torna a rimettere in cammino i suoi figli” ( Papa Francesco, Catechesi ai sacerdoti, 2 giugno 2016).