Battesimo del Signore /A

PER LA CELEBRAZIONE

Nel calendario della Chiesa questa domenica, con la memoria del battesimo di Gesù, fa da collegamento tra le feste natalizie e il «Tempo Ordinario», scandito dal normale ritmo delle assemblee domenicali. Per un verso, infatti, il battesimo del Signore appartiene all’idea antica della festa dell’Epifania; è uno degli episodi narrati dal Vangelo, dove più chiaramente «si manifesta», viene rivelata la vera identità di Gesù di Nazaret. Per altro verso, è proprio a partire dal suo battesimo che Gesù iniziò quella sua predicazione e attività pubblica che ci viene presentata una pagina dopo l’altra nel Vangelo di ogni domenica.

C’è un legame profondo, anche se non immediato, tra il battesimo di Gesù al Giordano e il nostro battesimo: potrebbe essere una cosa buona iniziare la Messa con il rito dell’aspersione (cf Messale, p. 1031 e seguenti) si canti il Gloria e la colletta (cf Messale, p. 60 o la colletta alternativa a p. 967).

 

Ingresso
ECCO IL MIO SERVO (M. Frisina, in Tu sarai profeta, Ed. Paoline)

oppure

LO SPIRITO DEL SIGNORE (Frisina)

 

Oppure:

ANTIFONA D’INIZIO

Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli,

e come colomba lo Spirito di Dio si fermò su di lui,

e la voce del Padre disse:

“Questo è il Figlio mio prediletto,

nel quale mi sono compiaciuto”. (Cf Mt 3,16-17)

 

Atto penitenziale
KYRIE ELEISON (J. Berthier) – RN 2

oppure

KYRIE – cum jubilo (G. Durighello)

http://www.gianmartinodurighello.it/messa-di-natale/

  

Aspersione:

ECCO L’ACQUA (A. Parisi) – RD pag. 219

oppure

ECCO L’ACQUA (G. Becchimanzi) – RD pag. 220

  

Gloria

GLORIA – cum jubilo (G. Durighello):

http://www.gianmartinodurighello.it/messa-di-natale/

oppure

GLORIA (J. Berthier) – CdP 222

oppure

GLORIA IN EXCELSIS DEO (J. P. Leçot) – RN 8

oppure

GLORIA (F. Buttazzo) – in RD pag. 4

oppure

GLORIA IN EXCELSIS DEO (gregoriano) – RN 7

 

COLLETTA

Padre onnipotente ed eterno,

che dopo il battesimo nel fiume Giordano

proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio,

mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,

concedi ai suoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito,

di vivere sempre nel tuo amore.

Per il nostro Signore Gesù Cristo,

tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,

nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Oppure:

O Padre, il tuo unico Figlio

si è manifestato nella nostra carne mortale,

concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,

di essere interiormente rinnovati a sua immagine.

Egli è Dio, e vive e regna con te,

nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Oppure:

Padre d’immensa gloria,

tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo

il tuo Verbo fatto uomo,

e lo hai stabilito luce del mondo

e alleanza di pace per tutti i popoli;

concedi a noi che oggi celebriamo

il mistero del suo battesimo nel Giordano,

di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto,

in cui il tuo amore si compiace.

Egli è Dio, e vive e regna con te,

nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PRIMA LETTURA

Ecco il mio servo nel quale mi sono compiaciuto.

Dal libro del profeta Isaia (Is 42,1-4.6-7)

 

Così dice il Signore:

“Ecco il mio servo che io sostengo,

il mio eletto in cui mi compiaccio.

Ho posto il mio spirito su di lui;

egli porterà il diritto alle nazioni.

Non griderà né alzerà il tono,

non farà udire in piazza la sua voce,

non spezzerà una canna incrinata,

non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta.

Proclamerà il diritto con fermezza;

non verrà meno e non si abbatterà,

finché non avrà stabilito il diritto sulla terra;

e per la sua dottrina saranno in attesa le isole.

Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia

e ti ho preso per mano;

ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo

e luce delle nazioni,

perché tu apra gli occhi ai ciechi

e faccia uscire dal carcere i prigionieri,

dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre”.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale
- Il Signore benedirà il suo popolo con la pace (dal Sal 28)

in Sussidio di Avvento e Natale CEI:

https://liturgico.chiesacattolica.it/sussidio-avvento-2019/

 

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 28)

Rit. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace

Date al Signore, figli di Dio,

date al Signore gloria e potenza.

Date al Signore la gloria del suo nome,

prostratevi al Signore in santi ornamenti.

 

Il Signore tuona sulle acque,

il Signore, sull’immensità delle acque.

Il Signore tuona con forza,

tuona il Signore con potenza.

 

Il Dio della gloria scatena il tuono.

Nel suo tempio tutti dicono: “Gloria!”.

Il Signore è assiso sulla tempesta,

il Signore siede re per sempre.

 

SECONDA LETTURA

Dio consacrò in Spirito Santo Gesù di Nazaret.

Dagli Atti degli Apostoli (At 10,34-38)

 

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto.

Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.

Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui”.

Parola di Dio.

 

Canto al Vangelo
ALLELUIA, CANTATE AL SIGNORE (O’Carroll – RN 12)

oppure

ALLELUIA (Vivona)

oppure

ALLELUIA (A. Fant)

oppure

ALLELUIA (H. Spitta)

 

CANTO AL VANGELO (Cf Mc 9,7)

Alleluia, alleluia.

Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:

“Questi è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo”.

Alleluia.

 

VANGELO

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17)

 

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”.

Allora Giovanni acconsentì.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed una voce dal cielo disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

Parola del Signore.

 

Presentazione dei doni
ECCOMI (M.Frisina; RN 277)

oppure

TU SEI L’OFFERTA (C. Recalcati in Celebriamo il Natale, Ed. Paoline 1983)

 

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Ricevi, o Padre, i doni che la Chiesa ti offre,

celebrando la manifestazione del Cristo tuo diletto Figlio,

e trasformali per noi nel sacrificio perfetto,

che ha lavato il mondo da ogni colpa.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PREFAZIO

Il Signore sia con voi.

E con il tuo spirito.

In alto i nostri cuori.

Sono rivolti al Signore.

Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.

È cosa buona e giusta.

 

È veramente cosa buona e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo

a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Nel battesimo di Cristo al Giordano

tu hai operato segni prodigiosi

per manifestare il mistero del nuovo lavacro:

dal cielo hai fatto udire la tua voce,

perché il mondo credesse che il tuo Verbo era in mezzo a noi;

con lo Spirito che si posava su di lui come colomba

hai consacrato il tuo Servo

con unzione sacerdotale, profetica e regale,

perché gli uomini riconoscessero in lui il Messia,

inviato a portare ai poveri il lieto annunzio.

E noi, uniti alle potenze dei cieli,

con voce incessante proclamiamo la tua lode:

 

Santo
SANTO – in dulci jubilo (G. Durighello):

http://www.gianmartinodurighello.it/messa-di-natale/

 

Anamnesi
ANNUNCIAMO LA TUA MORTE, SIGNORE (G.M.Rossi; CdP 328)

 

Frazione del Pane

DONA NOBIS PACEM 3 (Berthier) in Canti di Taizé, Elledici 2000

oppure

AGNELLO DI DIO (A. Parisi) in Cristo, ieri oggi e sempre, Ed. Paoline 1996

 

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Questa è la testimonianza di Giovanni:

“Io l’ho visto, e ho attestato che egli è il Figlio di Dio”. (Gv 1,32.34)

 

Oppure:

Giovanni disse:

“Io ho bisogno di essere battezzato da te

e tu vieni da me?”. “Lascia fare per ora”

gli rispose Gesù: “poiché conviene

che così adempiamo ogni giustizia”. (Mt 3,14-15)

 

Comunione
IO HO VEDUTO (A. Pantaleo – C. Paniccià) in Psallite: http://www.psallite.net/download.php?view.834

oppure

POPOLO SANTO (A. Parisi), Ed. Paoline 1986

oppure

FIUME GIORDANO (Machetta)

oppure

SALVATI DALLE STESSE ACQUE (P. Ruaro)

 

DOPO LA COMUNIONE

Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa,

concedi a noi tuoi fedeli

di ascoltare come discepoli il tuo Cristo,

per chiamarci ad essere realmente tuoi figli.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER COMPRENDERE LA PAROLA

Le prime due letture sono scelte in riferimento al Vangelo. Nel suo battesimo, Gesù realizza la profezia di Isaia (1a lettura). Pietro proclama che Gesù vi è stato consacrato dallo Spirito per la sua missione (2a lettura). Nel battesimo, quando Gesù incomincia il suo ministero pubblico (Vangelo), il Padre lo riconosce come suo Figlio prediletto e lo conferma nello Spirito Santo.

 

PRIMA LETTURA

È il primo dei quattro poemi che descrivono il «Servo» nel Secondo Isaia. Scelto da Dio, il Servo appare come un re pacifico stabilito «come alleanza del popolo». Egli si rivolge dapprima a quelli della sua nazione, per ricordare loro che Dio si è avvicinato a loro e mantenerli nella fedeltà.

Egli deve essere «luce delle nazioni»: far conoscere che il Dio unico, creatore di tutto l’universo, non è un Dio nazionale rinchiuso nei confini del suo paese. Se il suo potere si estende su tutto, egli è il Dio di tutti e anche i pagani devono riconoscerlo e adorarlo.

Egli deve «proclamare il diritto», cioè mettere fine al contrasto che da tanto tempo oppone il Dio di Israele agli dèi pagani, e proclamare la nullità degli idoli: «Prima di me non fu formato alcun Dio, né dopo ce ne sarà. Io, io sono il Signore, fuori di me non v’è salvatore» (Is 43,11).

Poiché «lo Spirito è su di lui», il Servo sarà forte e trionferà, ma senza clamore né violenza. Egli insegnerà a vivere «per la giustizia», cioè a vivere una religione interiore e vera che non si limita all’osservanza rituale, ma è una ricerca della volontà di Dio. Così sarà «luce»: distruggerà ogni tenebra e schiavitù, la cecità del cuore e la prigione del formalismo.

Gesù è il vero servo, investito dallo Spirito (Vangelo); egli si manifesta come colui che serve (Lc 22,27), che rinnova l’alleanza («Emmanuele», Mt 1,23) prima accettando il battesimo di Giovanni (Mt 3,15) e poi nel calice del suo sangue (Lc 20,22).

Egli sarà la luce delle nazioni (Lc 2,32). La sua dolcezza e bontà (Mt 11,29) conquistano i cuori (Lc 10,21) e le nazioni (Mc 16,15).

Il centurione romano Cornelio sarà uno dei primi pagani a beneficiare della salvezza recata da Gesù, il Servo.

 

SALMO

Inno di lode al «Signore della tempesta», dal momento che la tempesta evoca la potenza e la gloria divine. La tempesta viene dal cielo. La voce di Dio domina le acque. Egli scatena il tuono. La liturgia ha scelto questi versetti per la loro consonanza con il testo delle altre letture.

 

SECONDA LETTURA

La chiamata del centurione romano Cornelio illumina Pietro sulla visione che aveva avuto a Giaffa. Fino allora la maggior parte degli apostoli e dei discepoli avevano limitato la loro predicazione agli ambienti ebraici. Poiché lo Spirito Santo spinge i pagani a entrare in relazione con gli apostoli, questi devono andare verso gli stranieri, frequentarli e anche mangiare con loro. La legge giudaica è superata: «Nessun uomo è impuro» (At 10,28); non vi sono più impurità contagiose.

Il brano liturgico è l’inizio dell’istruzione di Pietro davanti agli amici e agli invitati di Cornelio. È un «sermone» tipico. Mentre per condurre alla fede gli Ebrei citava le Scritture portate a compimento da Cristo, qui parla della persona e dei ministeri di Gesù. In ogni modo egli parla di avvenimenti noti: «Voi conoscete» (v. 37).

Si insiste sull’universalismo della salvezza recata da Gesù Cristo. «Dio non fa preferenze di persone», quali che siano la loro razza, la loro appartenenza nazionale, il loro livello sociale. «Egli è il Signore di tutti». Anche Israele deve convincersene, perché è stato soltanto un anello privilegiato di questa rivelazione. Ciò che conta agli occhi di Dio è la rettitudine di cuore degli uomini, quando «praticano la giustizia». Questo termine è ripreso dalle tre letture del giorno (il Servo è «chiamato per la giustizia»; Gesù convince Giovanni Battista «ad adempiere ogni giustizia»). Questa giustizia rifiuta ogni legalismo e formalismo rituale dietro a cui rifugiarsi in pace (religione esteriore) senza cambiare il proprio cuore. Essa ricupera una precisa qualità della vita religiosa, quella che parte dal timore di Dio (principio della fedeltà dei «giusti») per sfociare nell’«adorazione in spirito e verità» (Gv 4,24).

Pietro sottolinea anche l’azione dello Spirito che consacra il Servo (1a lettura) e che rivela la persona di Gesù (Vangelo). È lo Spirito Santo che «dà forza». Egli «scenderà» (v. 44) sugli incirconcisi che ascoltano Pietro, con grande stupore dei Giudei convertiti che l’accompagnavano (v. 45). Quest’avvenimento ha la stessa risonanza di quello di Pentecoste.

 

VANGELO

Gesù vuole ricevere il battesimo da Giovanni, che si stupisce, anzi si oppone, ma alla fine si arrende perché «conviene che così adempiamo ogni giustizia»: è questa la volontà di Dio (cf 2a lettura).

Il battesimo di Giovanni Battista era un lavacro di conversione (v. 11) e di purificazione. Rispondeva alla fede di coloro che avevano sentito l’austera predicazione («Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia», v. 12) e che si preparavano ad accogliere colui che li avrebbe battezzati «in Spirito Santo e fuoco» (v. 11). Nel battesimo d’acqua, all’inizio del suo ministero, Gesù si identifica con i peccatori e contrasta le aspirazioni giudaiche a un messia trionfante. In quel momento egli è consacrato «servo», «alleanza del popolo», «luce delle nazioni» (1a lettura) e principio della fede (2a lettura).

«Si aprirono i cieli», simbolo della rivelazione divina e dell’avvicinamento di Dio agli uomini; scende, sotto forma di colomba, «lo Spirito» della nuova creazione, ritorno dello Spirito che alle origini «aleggiava sulle acque» (Gn 1,2).

Attraverso questa nuova creazione, Gesù appare come «il Figlio prediletto», di cui il Padre si «compiace» per una missione ben precisa. Natan profetizzava di lui dicendo a Davide: «Io renderò stabile per sempre il trono del tuo regno», «io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio» (2 Sam 7,13-14). Egli è colui che il battesimo glorifica: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato» (Sal 2,7).

Il battesimo di Gesù («Io ho bisogno di essere battezzato da te») è superiore al battesimo di Giovanni. Alla purificazione dell’«acqua» egli aggiunge quella del «fuoco», dello Spirito che «scende» sui credenti (2a lettura) e che ci fa gridare: «Abbà, Padre!» (Rm 8,15). Il battesimo nello Spirito può essere ricevuto prima di quello d’acqua (2a lettura): la fede in Cristo precede l’ingresso nella Chiesa.