Aprile 2019

Monastero-invisibile

«Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal.6,14)

San Paolo indica la via maestra del cristiano: accettare Cristo e seguirlo nel suo destino di morte e risurrezione; porre Dio come il proprio riferimento totale, al di sopra di ogni prospettiva e sicurezza; ritenerLo unica possibilità di salvezza. Ma accettare un Dio che ci appare dalla croce, anzi un Dio tutto opposto a quello che noi abbiamo in mente, siamo onesti, non sempre è facile. Seguire Gesù, aderire a Cristo, è molto impegnativo e richiede di non sedersi attorno a una cattedra e di non fermarsi solo su alcune comode posizioni, ma implica soprattutto un cammino difficile, a volte pieno di disagi, che non consente distrazioni e che è proteso sempre in avanti. Un cammino che tanti cristiani rifiutano perché apparentemente sembra allontanarli dalle proprie scelte di vita, dal proprio modo di pensare. Ma è Gesù stesso che ci dice che è impossibile realizzare la propria esistenza cristiana quando si rifiuta la croce, e ancor di più quando questa ci viene dal nostro Dio.

 

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