Il nostro Vescovo al Giubileo dei ragazzi

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“Crescere misericordiosi come il Padre è il coraggio di essere cristiani .«E’ un invito che rivolgo a voi cresimandi e cresimande e a tutti: rimanete saldi nel cammino della fede con la ferma speranza nel Signore. Qui sta il segreto del nostro cammino! Lui ci dà il coraggio di andare controcorrente. Sentite bene, giovani: andare controcorrente; questo fa bene al cuore, ma ci vuole il coraggio per andare controcorrente e Lui ci dà questo coraggio!» (Omelia S. Messa del 28 aprile 2013).
Con l’Anno santo il tema del coraggio di essere cristiani si coniuga con quello dell’essere misericordiosi: «Crescere misericordiosi significa imparare a essere coraggiosi nell’amore concreto e disinteressato », a «diventare grandi tanto nel fisico, quanto nell’intimo… a diventare dei cristiani capaci di scelte e gesti coraggiosi, in grado di costruire ogni giorno, anche nelle piccole cose, un mondo di pace» (Messaggio ai ragazzi per il Giubileo).
Se imparassimo solo questo e Gesù ce ne desse la forza e la gioia noi saremmo sicuramente contenti sempre e avremmo fatto il bel giubileo della misericordia. La vostra vita sua passando uno dei momenti più importanti, più delicati e più stregati, direi io. In questa fase della vostra vita irrompono cambiamenti fisici e psicologici, le pressioni dell’ambiente esterno sono pervasive e le esperienze forti giocano un ruolo determinante per la vostra crescita.
Io però sto vedendo che non siete uguali ai giovani che vi hanno preceduto; siete portatori di qualcosa di nuovo. Volete più verità. Non vi imbroglia più nessuno; siete più curiosi, non prendete per vero tutto quello che vi propinano, si fa strada in voi una ricerca sincera e naturale; non siete ancora proprio santi, ma non vi fa più paura la parola. Noi d’altra parte vi stimiamo di più, scommettiamo su di voi. Il papa lo fa sempre. Non vi vede come destinati a una discarica, ma a diventare forza di cambiamento. Ed è qui che il vangelo della misericordia, del dono di sé, della generosità, dell’attenzione e della cura dei più deboli rappresenta il dono più grande per la vostra crescita umana, che è anche spirituale.
Voi non volete costruire muri, ma ponti. Se il vostro cuore batte per chi sta di là dal muro, voi lo scavalcate, lo saltate e fate un ponte; prima con gli sms, poi con facebook, poi con watsapp, vi mandate foto belle, ma alla fine vi volete fare un selfie, e un selfie lo si fa almeno a cavallo del muro, ma meglio ancora su un ponte.
Gesù è questo ponte, questa porta che scardina il muro. Gesù è questa via, pienezza di verità, di cose vere e di vita bella
I vostri «nomi sono scritti in cielo (Lc 10,20), sono scolpiti nel cuore del Padre che è il Cuore Misericordioso da cui nasce ogni riconciliazione e ogni dolcezza» (Papa Francesco, Messaggio ai ragazzi).
Ho fatto la cresima a parecchi ragazzi in questi mesi di visita pastorale. Ma sapete che quando faccio la solita battuta: non direte oggi alla fine della messa: è stato bello essere assieme, meno male che è finita.. Non ride più nessuno, perché non è più vero, molti di voi si mettono con forza e passione a lavorare in parrocchia, a seguire i ragazzini più giovani di voi, a fare del bene ai poveri.
Il mondo sicuramente anche con questi piccoli ponti cambierà. Perché volete essere con me, con i vostri genitori, con i vostri amici e con tutti i vostri catechisti e preti, collaboratori della gioia del vangelo.


+ Domenico Sigalini