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La Venuta

Lasciamo il posto a Dio (Lc 1, 26-38) e fidiamoci di Lui.

 

+ Domenico Sigalini

 

Il nostro modo di pensare di gente che ha i piedi per terra, fatto di sogni e di progetti, ma soprattutto di realizzazioni concrete, di laboriosità contrasta un poco con il mondo della fede. Non è che chi crede debba essere un fatalista, uno che sta con le mani in mano a vedere se la vita cambia da sola, a starsene beatamente nell'inerzia più assoluta, ma sicuramente chi crede in Dio deve sicuramente mettere Dio al centro della sua esistenza e lasciarsi condurre da lui, dalla sua parola, lasciarsi convertire al suo piano e entrare nell'idea che è Dio che ha in mano le sorti del mondo e della vita e che noi spesso siamo solo di ostacolo, perché agiamo di testa nostra. Il male che c'è nel mondo è frutto di una nostra soggettività giocata male, del nostro esserci messi al posto di Lui.

Non così, ma esattamente il contrario è stata la decisione di Maria di mettersi nelle mani di Dio. Quando l'angelo andò da Lei per chiederle a nome di Dio se voleva diventare la madre di Gesù si offrì completamente. Aveva progettato nella sua vita di essere vergine e a Dio si offre così. La sua verginità indica che ciò che nasce da lei è puro dono, il futuro che inizia con lei è grazia e dono di Dio. Nelle coppie sterili dell'Antico Testamento Dio dà successo a una azione umana senza successo, qui invece Maria rinuncia ad agire, offre la sua verginità, una passività e una povertà totale che rinuncia ad agire proprio per lasciare il posto a Dio. E' la fede. Questo vuoto assoluto è l'unica capacità in grado di contenere l'Assoluto.

E Maria diventa la figura del credente, l'immagine della Chiesa, di chi nella fede concepisce l'inconcepibile: Dio stesso. Le domande che Maria fa sono nella direzione non di una volontà di agire e ancor meno di opporsi, ma nella direzione di una disponibilità massima di corpo e di spirito, di pensieri e di progetti.

Maria realizza il mistero della fede. Quando siamo proprio decisi a lasciarci fare da Dio, a mettere in animo il suo disegno, il suo modo di vedere la realtà, Dio si fa presente. E' la fede pura che attira in noi il Salvatore. La fede rompe i limiti di ogni incapacità umana per renderci capaci di Dio.

Lo stesso capitò a Cana di Galilea. Lo stesso stile, gli stessi pensieri, la stessa grande fiducia. E' la Madonna che si presenta proprio come Madre del Buon Consiglio. Questo titolo con cui noi La veneriamo nella città di Genazzano e nella nostra diocesi di Palestrina è molto ben presentato dall'episodio delle nozze di Cana.

Gesù non ha ancora deciso di dare inizio alla sua predicazione del Regno di Dio. Vive tranquillo il suo lavoro, la sua vita di onesto cittadino, ha le sue amicizie e proprio queste lo portano al matrimonio. E ci va anche sua madre. Non è una indiscrezione sull'elenco degli invitati che noi veniamo a sapere, ma un grande progetto di Dio che si avvera.
E' Madre del Buon Consiglio per Gesù; infatti lo spinge ad agire: "Non hanno più vino! E io che c'entro? sembra dire Gesù. E' davanti a questi due giovani che si promettono e danno amore per sempre che puoi iniziare la tua missione con decisione. Sii la loro felicità di questo momento, per esserlo per tutta la loro vita come stai sognando da sempre per tutti gli uomini e le donne!

E' Madre del Buon Consiglio anche con i servitori, con i lavoratori, con tutti noi che stiamo patendo le pene dell'inferno con questa crisi di cui non vediamo la fine. "Ogni cosa gli venga in mente di dirvi, fatela. Non state ad obiettare, a dire: sarebbe meglio fare così, si potrebbe riparare alla mancanza di vino in altro modo, noi saremmo dell'idea di... padrone, se permette noi saremmo disposti a raccattare tutto il vino che c'è in paese...

E' stato proprio un ottimo consiglio quello di Maria; si immaginava che Gesù avrebbe chiesto fede, disponibilità, abbandono, un vuoto di pretese per riempire con la sua grandezza, come aveva fatto con lei al momento della annunciazione.
Di fatto Gesù non smentisce le previsioni di sua Madre e dice: riempite d'acqua le giare. Ci stai a tirare in giro? noi abbiamo bisogno di vino. Fate ogni cosa gli venga in mente di chiedervi. Lo fanno e Gesù compie il miracolo diventa Lui il vino della festa.

Non dobbiamo anche noi forse avere più fede anche nel nostro tragico periodo di mancanza di lavoro, di sicurezza, di progettazione? Di chi ci fidiamo? Abbiamo trasformato ancora questo disagio in preghiera, in atti di affidamento, in digiuni, in novene, in suppliche alla Madre del Buon Consiglio? Oppure è più vero che viviamo la fede per modo di dire e non ci fidiamo più di Dio?

Torniamo a pensarci amati da Dio a dismisura e ci crescerà dentro la fiducia nella vita, la decisione di aiutarci gli uni gli altri, la forza di sprigionare tutte le energie che abbiamo e che ora teniamo nascoste e solo egoisticamente per noi.
Maria, la Madre del Buon Consiglio non ci ha mai abbandonati. Ci dice ancora: fate ogni cosa gli venga in mente di chiedervi. Fidatevi, buttatevi nelle sua braccia e sarete sicuri, anche oggi.

 

Oggi ricorre il 47° anniversario

Oggi ricorre il 47° anniversario di ordinazione sacerdotale del nostro Vescovo Domenico.

 

Ringraziamo Dio per il dono della Sua persona e di questi 47 anni di servizio sacerdotale alla Chiesa e agli uomini.

 

"L'oggi del Concilio, attualità di una speranza": l'intervento di Domenico Sigalini


La Diocesi di Savona ha organizzato una serie di incontri per il 50° anniversario del Concilio Vaticano II. Un ciclo di conferenze dal titolo "L'oggi del Concilio, attualità di una speranza", con l'obiettivo di presentare i documenti conciliari ai laici impegnati nella pastorale diocesana e parrocchiale, ma anche a chi è semplicemente interessato alle tematiche affrontate.
Domenico Sigalini è intervenuto all'incontro del 10 di aprile 2013, affrontando il tema "Laici, da collaboratori a responsabili. Apostolicam Actuositatem, Decreto sull'apostolato dei laici". Argomento poi presentato al clero diocesano il giorno successivo. In quanto assistente generale dell'Azione Cattolica ha approfittato della sua presenza a Savona per salutare i soci dell'AC diocesana e dare loro una parola di incoraggiamento.

 

Consulta e scarica le Relazioni

 

 

Un arcobaleno di colori. Le confraternite diocesane riunite a Capranica insieme al Nostro Vescovo Domenico

confraternite raduno reportUn paese che si prepara ad un evento da mesi e che in un solo giorno si tinge dei colori dell'arcobaleno. Rosso, azzurro, celeste, verde. Questi i colori delle mantelline dei confratelli e delle consorelle di tutta la Diocesi che domenica 14 aprile si sono dati appuntamento a Capranica Prenestina per celebrare il loro antico istituto e pregare tutti insieme nel Santuario della Madonna delle Grazie.

Una giornata splendida ha accolto l’intera comunità diocesana e la popolazione del centro dei Monti Prenestini. Alle 10.15 si è svolta la processione lungo le vie del paese, scandita dai canti e dalle preghiere innalzate alla Madonna dai membri delle confraternite. Il cammino annuale di ritrovo di queste realtà devozionali ed assistenziali del territorio diocesano, oramai giunto alla nona edizione, ha assistito alla solenne celebrazione liturgica nel Santuario della Madonna delle Grazie, dove il nostro Vescovo Domenico Sigalini ha diretto la santa messa insieme con il parroco della chiesa di Santa Maria Maddalena, Don Davide Martinelli, con Don Enrico Pinci, il Delegato diocesano per le confraternite, e insieme a tutti i sacerdoti presenti alla celebrazione e accorsi dai comuni limitrofi.

La comunità di Capranica Prenestina è in festa e in gioia per questo evento, così partecipato e fortemente sentito, fin dai mesi passati ad organizzare con tenacia la manifestazione. Uno spirito di cooperazione e partecipazione ha caratterizzato l’iniziativa di domenica scorsa. Come ha confidato più di qualcuno dei presenti, con l’impegno e il contributo di tutti si ottengono veri momenti di gioia e di fede.   

 

LETTERA DI RINGRAZIAMENTO DEL VESCOVO DOMENICO ALLE CONFRATERNITE

 

Ai confratelli e alle consorelle della diocesi di Palestrina,

Carissimi,
abbiamo celebrato domenica scorsa, 14 aprile 2013, una bella festa di tutte le confraternite, che da parecchi anni ci vede riuniti in una delle nostre comunità parrocchiali. Dopo lo scambio della croce, che peregrina nelle vostre parrocchie di appartenenza, ci siamo dati convegno a Capranica prenestina. Vi avevo invitato nell'omelia sia a Olevano che a Capranica ad esprimere solidarietà ancora più generosa in questa situazione di grande bisogno delle nostre famiglie.
Vi scrivo per ringraziarvi di come avete ascoltato questo invito e di come vi siete comportati da veri confratelli: lode a Dio e ai Santi, lode alla Vergine Maria, vita quotidiana onesta, ma anche aiuto ai poveri. La colletta che mi avete dato domenica è di ben € 1.180.
Sono stati messi subito a disposizione della caritas diocesana che cerca di venire incontro a tante famiglie e persone, una volta autosufficienti e pure benestanti, che vivono nella nostra diocesi, italiani e non, cattolici e non, ma ora in grandi difficoltà anche per il minimo per vivere.
So che alcune confraternite, se non tutte, hanno una precisa attenzione per le persone in difficoltà. Siete un esempio anche a me, a tutti noi e a tutti coloro che vogliono aprirsi alla solidarietà.
Avete dimostrato con questo gesto che volete continuare ad accollarvi i santi, a portare gli stendardi, a lodare Dio, la Madonna e i nostri martiri protettori, ma vi fate precedere dall'accollarvi i dolori della gente, proprio come devono essere i veri confratelli e le vere consorelle.
Vi ringrazio e vi benedico

+ Domenico Sigalini

Palestrina, 18 maggio 2013

 

Inaugurata la mostra Imago Ecclesiae. Un grande passo in aventi verso la conoscenza del patrimonio architettonico diocesano prenestino

Aperta al pubblico la mostra Imago Ecclesiae, visitabile presso il Museo Diocesano Prenestino fino al 28 aprile. La conoscenza e il recupero dei luoghi di culto prenestini apprezzabili attraverso dieci progetti di restauro architettonico realizzati da più di sessanta studenti della Facoltà di Ingegneria Edile Architettura dell’Università di Roma Tor Vergata, frutto della convenzione stipulata tra l’Università e la Diocesi di Palestrina, finalizzata proprio allo studio del patrimonio architettonico diocesano.

La conferenza inaugurale, svoltasi a Palestrina sabato 6 aprile, nel Teatro Principe, ha dato modo, al numeroso pubblico intervenuto, di comprendere le motivazioni e le finalità del progetto. I lavori della giornata hanno preso avvio proprio dalle parole del nostro Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Sigalini, che ha immediatamente sottolineato l’importanza del dono che ci hanno lasciato i nostri predecessori, il dono di una fede espressa anche attraverso l’opera d’arte, la struttura architettonica realizzata per custodire dei momenti devozione. Tutto ciò impone a noi oggi l’oggettivo compito della conservazione, anche se sono molte le difficoltà da affrontare per rispondere a questo dovere: questo il pensiero del Consigliere Regionale Rodolfo Lena, che ha portato i saluti del Governatore Zingaretti e ha espresso il più sentito ringraziamento agli addetti ai lavori, universitari e diocesani, che stanno portando avanti le attività di studio e conoscenza nella nostra città. Anche l’architetto Fornari, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, ha sottolineato l’importanza per i ragazzi di svolgere esperienze di studio simili, vicine al mondo del lavoro e della professione che andranno a compiere. In chiusura l’introduzione della prof.ssa Nicoletta Marconi, docente del Corso di Restauro Architettonico e Direttrice Scientifica della mostra, che illustrato il lavoro svolto dagli studenti, le opportunità di studio del patrimonio architettonico, l’approfondimento della conoscenza degli edifici e la trasmissione ad un pubblico il più ampio possibile.

Poi si sono spalancate le porte del Museo, dove più di duecento visitatori hanno potuto osservare la mostra in anteprima.  L’esposizione è stata allestita nelle sale, in osmosi con i reperti della collezione diocesana, ed è visitabile negli orari di apertura del museo, il giovedì e la domenica dalle 15.30 alle 18.30 e il venerdì e il sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

La mostra ha ricevuto il patrocinio onorario del Comune di Palestrina. 

 

Fino al 28 aprile al Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra, Palazzo Vescovile, via Roma 23, Palestrina.

 

Guarda il video dell’inaugurazione e le fotografie nella sezione fotogallery

 

 

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