Giovedi, 02  Aprile  2020  17:50:09


calendario I nostri contatti La pagina Facebook diocesanaAccount Twitteril Canale Youtubeil Canale Telegram


header-vescovo

Uscire dalla porta per cercare e incontrare (Mt 10, 17-22). Solenne Pontificale 18 Agosto

Mons. Domenico Sigalini

Palestrina, Basilica Cattedrale.

Siamo in tempi in cui ancora essere cristiani per molti è questione di vita o di morte. I fatti tragici dell'Egitto sotto la lotta violenta tra le opposizioni ufficiali vedono la distruzione di tutte le chiese cristiane per ritorsione o per pressione politica.  Ancora molti pagano con la loro vita la fede in Gesù che professano. Molti anche di noi nella nostra società pagano in indice di gradimento, in posti di lavoro, in possibilità di fare carriera la propria appartenenza alla vita cristiana. Di fronte a chi fa della fede un paravento per far passare tutti i suoi interessi, per giustificare guerre e calcoli commerciali, per fare battaglie elettorali esistono luoghi in questo nostro mondo progredito in cui ai cristiani è chiesta una scelta tra la vita o la fede in Gesù e scelgono Gesù: E sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

Il cristianesimo non è un invito alla vita tranquilla, ma sempre un coinvolgimento impegnativo. La vita di Gesù al riguardo è esemplare; se hanno fatto così almaestro, la stessa sorte toccherà a chi lo vuol seguire. Non dobbiamo temere: Gesù mentre offre uno scenario non molto attraente per gli uomini garantisce anche la forza. Non siete soli,io sono con voi, non preoccupatevi di cosa dovrete dire, di come riuscire a difendervi, perché lo Spirito metterà sulla vostra bocca le parole giuste, la difesa imbattibile, la pace insospettabile, la forza impensata.Prudenti come serpenti, perché occorre applicare tutta la nostra intelligenza e umanità, ma senza affanno, perché Gesù è il nostropastore. Intelligenti nell'offrire il vangelo e non le nostre fisime o elucubrazioni o i nostri difetti e interessi camuffati, ma sempre nell'intelligenza di Dio, nell'ascolto fedele della sua Parola. Noi cristiani dobbiamo guardarci dal complesso del perseguitato perché spesso sono presi di mira i nostri difetti non la nostra fede; è il nostro cattivo essere cristiani, la  pratica religiosa ipocrita che è osteggiata non la nostra fede in Gesù. Ben vengano queste difficoltà se servono a purificare la fede.

Questa rinascita della vita cristiana non dipende solo da qualcuno, non è frutto solo della passione apostolica dei preti, dei frati o delle suore; è la scelta di un popolo, è la scelta che passa anche dal palio, dai pellegrinaggi alla Santissima, dalle processioni di San Rocco, san Lorenzo e sant'Agapito, purché diventino confronti veri con la Parola di Dio, scavo nelle coscienze, affidamento al perdono di Dio, ribaltamento dei criteri della vita secondo il vangelo. Purchè abbiamo il coraggio di far emergere in questi gesti, che hanno costruito le nostre tradizioni, le motivazioni di fondo, che emergono nella preghiera personale, nel toglierci dalla ribalta per dialogare con quel Dio che sta nella nostra coscienza e che nessuno ci può togliere, nel sentirci servi soltanto e niente più, nel farci misurare dalle invocazioni di compagnia, di aiuto, di perdono che ci vengono dalle persone che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni.

Papa Francesco a Rio de Janeiro ha detto a noi vescovi di ascoltare il mondo giovanile, a tutti ci ha ripetuto di uscire nelle periferie e non stare a pettinare l'unica pecorella rimasta, mentre la maggioranza sta fuori e domanda, anche con insolenza, ma con un cuore distrutto dal male che il mondo semina in abbondanza, aiuto e consolazione, liberazione dal male e ritorno alla preghiera. Ecco alcune delle sue parole:"Non possiamo restare chiusi nella parrocchia, nelle nostre comunità, nella nostra istituzione parrocchiale o nella nostra istituzione diocesana, quando tante persone sono in attesa del Vangelo! Uscire inviati. Non è semplicemente aprire la porta perché vengano, per accogliere, ma è uscire dalla porta per cercare e incontrare!
Spingiamo i giovani affinché escano. Certo che faranno stupidaggini. Non abbiamo paura! Gli Apostoli le hanno fatte prima di noi. Spingiamoli ad uscire.Pensiamo con decisione alla pastorale partendo dalla periferia, partendo da coloro che sono più lontani, da coloro che di solito non frequentano la parrocchia. Loro sono gli invitati VIP. Andare a cercarli nei crocevia delle strade".

Anche qui non c'è bisogno di eroi solitari, ma di una comunità che si converte con i suoi presbiteri, i diaconi, i catechisti, i papà e le mamme di famiglia, i suoi giovani e i suoi ragazzi, i suoi malati e i suoi volontari, ognuno che abbia sentito da Dio la voce insopprimibile di uscire da se stesso per farsi dono.

 

 

Sant'Agapito (Mt 28,16-20)

Mons.Domenico Sigalini

Palestrina, 17 agosto 2013, Basilica Cattedrale

Andate e ammaestrate, battezzate e insegnate.

Sono quattro verbi che riempiono la pagina di vangelo proclamata e che sono l'ultimo saluto agli apostoli prima del commiato definitivo da Gesù. Per noi in questa festa di Sant'Agapito del 2013,a trenta anni dalla visita del beato, e presto santo, Giovanni Paolo II, si aggiungono le profonde parole sue sulla città e la diocesi di Palestrina,diceva infatti: per voi tutti, che siete membra vive di questa Chiesa, deve essere un'occasione di riflessione religiosa, uno stimolo alla perseveranza nella fede e, ove sia necessario, una ripresa coraggiosa per la salvaguardia e l'incremento di un patrimonio spirituale singolarmente abbondante e fecondo.

Questo ove sia necessario, che sottolineava la delicatezza del papa nell'entrare nella nostra storia, oggi non è più una eventualità, ma una realtà impellente. E' proprio necessaria quella ripresa coraggiosa per mettere in salvo e per far crescere quel patrimonio spirituale che trenta anni fa era definito singolarmente abbondante e fecondo e che a nostri giorni non è più a questi livelli.

A Sant'Agapito ci dobbiamo rifare, alla sua figura di martire giovane, convinto,controcorrente, deciso, figlio di questa terra, eredità preziosa e dono da riaccogliere con grande fede. La sua figura deve ispirare e dare forza a una decisione improrogabile per ogni prenestino di rinnovare l'adesione a Cristo, alla Chiesa e la fedeltà al vangelo a cominciare dalla carità, come ancora diceva papa Giovanni Paolo II.

I tempi in cui viviamo vedono crescere le feste, le manifestazioni esterne, che hanno una loro portata e positività, ma a noi comunità cristiana deve stare a cuore, prima di tutto quanto ci diceva il papa: adesione a Cristo, adesione alla chiesa, fedeltà ai valori evangelici, e la carità.

Questi compiti hanno forza nella preghiera, nella vita sacramentale, nell'ascolto della Parola di Dio, nella Eucaristia domenicale, in una rinnovata evangelizzazione, capace di farci cambiare le scelte quotidiane; quella carità di cui parlava il papa deve esprimersi in scelte di sacrifici, in vicinanza concreta alla gente che è rimasta senza lavoro e che non fa la coda con la scodella in mano o la ricerca di raccomandazioni, che non pone la sua fiducia negli aiuti, ma scava nella sua dignità di uomo e di donna, nell'amore alla famiglia, nella stessa fiducia in Dio, il suo nuovo modello di vita.

Osiamo sperare che la politica cambi, che le persone siano aiutate a costruire lavoro,che i balzelli della società, le tasse e i permessi, le concessioni e le autorizzazioni,  non siano appannaggio di pochi, ma diritti di tutti, alla luce del sole, col coraggio delle proprie idee, e non vengano prima di una reale  produzione.

Questa è la prima forma nobile di carità, che purtroppo arriva dopo la solidarietà spicciola del vicino di casa, la comprensione e la stessa elemosina, le file a cercare qualcosa da fare, non qualcosa da avere.

Le periferie umane cui ci invita ad andare papa Francesco sono anche queste. E proprio Lui a Rio ci ha costretti ad osare di più

A me allora incombe l'obbligo di richiamare soprattutto la grande forza della fede, l'esempio lucido del martirio di Agapito.

Se questo si appanna non dureranno molto il pallio, le taverne, le feste, le manifestazioni, i fuochi di artificio. La fede non è frutto di una celebrazione annuale, di qualche iniziativa che può smuovere, ma di una vita rinnovata dal vangelo, è frutto di un percorso personale, di famiglia, di parrocchia, di associazione, di esperienze di preghiera. Il dire "abbiamo sempre fatto così", ci richiama la tradizione, ma se non rinnova niente non salva più nessuno, la fede va rinnovata a fondo anche nella vita quotidiana, nelle scelte di lavoro, nella nuova solidarietà e in nuovi stili di vita sobri e aperti agli altri.
Ritroviamo la solidarietà che caratterizzava le nostre origini e rinnoviamola con l'intelligenza che Dio ci ha donato e con la fede che ci regala continuamente. Una fede che sa più di politicamente corretto che di abbandono in Dio non è più adatta ai tempi che viviamo.

Altre città dedicate a Sant'Agapito ne vogliono riscoprire le radici. Da Novara la settimana scorsa sono venuti a venerare il santo, hanno acceso una fiaccola e l'hanno portata con una marcia ben organizzata a piedi fino alla loro parrocchia; i benedettini di Kremsmünster stanno curando da secoli il culto a Sant'Agapito.

Noi ne abbiamo la responsabilità di farlo parlare anche alle giovani generazioni.

Ritornano impellenti i quattro verbi del vangelo: Andate e ammaestrate, battezzate e insegnate.

 

Ai giovani sugli spalti prima della benedizione finale

 

Il vangelo ai prenestini è stato annunciato dai primi cristiani di Roma. Scegliere il cristianesimo allora non è stato facile: voleva
dire perdere il lavoro,  vedersi sgretolare la fama della città, ridurre i commerci. Immaginate che oggi per un qualche motivo si debba smantellare il vaticano, o il santuario di Lourdes. Immaginate quanta gente vi si opporrebbe e non tutta per grandi motivi di fede o per contenuti ideologici. I motivi che hanno aiutato i nostri avi dovevano essere molto alti  e la reazione di chi aveva interessi decisamente molto forte. Chi ha dato ai prenestini la forza di fare tutto questo? il martirio di un ragazzo. Il martirio di Agapito ha creato una tale forza di persuasione, un tale dibattito, una tale eco nelle vicende di quel tempo da trascinare la gente ad andare contro i suoi stessi interessi e a impostare la vita in maniera completamente nuova. Questa è stata la forza dei primi cristiani.

Un professore che aveva soggiogata tutta la classe per tutto un anno insegnando che Dio non esiste, che la fede è una grande balla tanto che gli si leggeva sul volto un odio verso Dio e i ragazzi restavano ammutoliti, a un certo punto chiede ai suoi alunni: Vorrei sapere se dopo tutto quello che ho detto e insegnato quest'anno c'è ancora in mezzo a voi un idiota che crede in Dio.

Silenzio di tomba, finchè si alza uno con coraggio e dice: io sono quell'idiota, io credo in Dio.

Vi posso fare la stessa domanda? C'è ancora qualcuno in questo palio che si batte come un leone per vincere e che crede a Sant'Agapito?

E' a queste radici della fede che dobbiamo riportarci.
Giovani delle porte della città, giovani del palio noi facciamo festa, ma veniamo da lì, veniamo da una vita donata fino all'ultima goccia. Siamo ancora convinti di questa fede? Abbiamo ancora in cuore desideri di bene, coraggio nel seguire i valori della nostra fede? Possiamo anche noi affermare con convinzione: "C'è mai qualcosa che ci può separare dall'amore di Cristo?"

 

Si svolge questa visita pastorale nel giorno sacro alla memoria liturgica di un insigne martire, il giovanissimo Agapito, che fu figlio di questa terra e rese proprio qui un'esemplare testimonianza a Cristo Signore nel turbine della persecuzione.
Anche una tale circostanza ha un preciso significato, e io auspico che la figura di Agapito, patrono della città e della diocesi, possa ispirare e confortare il rinnovato proposito di costante adesione a Cristo e alla sua Chiesa, nella fedeltà ai valori evangelici, a cominciare dalla carità.

 

Solenni Celebrazioni in onore di Sant'Agapito

 

cattedrale alta17 Agosto 2013


SOLENNITÀ DI SANT'AGAPITO MARTIRE PATRONO DELLA CITTÀ DI PALESTRINA E DELLA DIOCESI PRENESTINA

Basilica Cattedrale: ore 19.00

 

Il Vescovo Diocesano, Mons. Domenico Sigalini, presiederà la Solenne Concelebrazione della Santa Messa vespertina della vigilia della solennità di Sant'Agapito martire.

Al termine della Celebrazione Eucaristica seguirà la Processione per le vie del centro storico della Città di Palestrina; quindi il Vescovo rivolgerà il suo messaggio alla Città e impartirà la Benedizione Papale.

I Rev.di Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose e tutto il popolo di Dio, sono invitati a partecipare a tale Celebrazione Liturgica, quale segno di comunione con il santo martire Agapito, seme della nostra Chiesa Diocesana.

I Presbiteri (diocesani e religiosi) sono invitati ad anticipare l'orario delle Sante Messe pomeridiane per poter partecipare alla Concelebrazione Eucaristica col Vescovo Diocesano. Tutti vorranno trovarsi per le ore 18.30 nella Sacrestia della Cattedrale; portino con sé amitto, camice, cingolo.

 

18 Agosto 2013


SOLENNITÀ DI SANT'AGAPITO MARTIRE PATRONO DELLA CITTÀ DI PALESTRINA E DELLA DIOCESI PRENESTINA

Basilica Cattedrale: ore 10.00

 

Il Vescovo Diocesano, Mons. Domenico Sigalini, presiederà la Solenne Messa Pontificale nel giorno della solennità di Sant'Agapito martire.

I Rev.di Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose e tutto il Popolo di Dio, sono invitati a partecipare a tale Celebrazione, nel giorno in cui tutta la Chiesa Diocesana ricorda il martirio del suo Santo Patrono Agapito.

I Rev.di Presbiteri, vorranno trovarsi per le ore 9.30 nella Sacrestia della Cattedrale; portino con sé amitto, camice e cingolo.

 

 

Palestrina, 27 luglio 2013.

per mandato del Vescovo Diocesano,

 

 

                                                                                                                                                                            ANGELO CECI
                                                                                                                                                                      Cerimoniere Vescovile

 

Solennità dell'Assunzione. Il messaggio del nostro Vescovo Domenico

Maria Elisabetta1Solennità dell'Assunzione (Lc 1, 39-46)

Mons. Domenico Sigalini, Palestrina.

14 agosto 2013

 

La vera festa della donna è questa. È la contemplazione di Maria che viene accolta in cielo, che vogliamo contemplar con i piedi per terra nelle nostre vicende umane come ha fatto con Elisabetta.
C'è una forte intesa fra le donne quando si confidano le loro difficoltà, i loro segreti, le esperienze intime della loro vita, le apprensioni per quello che sta accadendo nella loro corporeità, quando sentono di avere in seno una vita che nasce. Non è solo connivenza, diventa subito solidarietà, desiderio di aiuto, condivisione dei pensieri e dei timori, delle cure e delle speranze.
Chi si trova in questa situazione è una donna avanzata in età, Elisabetta, di origini nobili, della casta sacerdotale, sposa a un ministro dell'Altissimo, a un fedele servitore del tempio. Aveva aspettato tutta la vita un bambino, l'aveva desiderato tanto come ogni donna che vuol vivere in pienezza la sua vita, ma non le era stata data questa grazia e proprio quando aveva riposto nel cassetto ogni suo sogno si trova a registrare questo fatto sconvolgente, questa gioia incontenibile, questa sorpresa e stupore. Nasce però anche il timore: alla mia età? Che sarà di questo bambino, come nascerà? Il marito, il vecchio Zaccaria, era rimasto muto e la confortava con segni e i segni andavano sempre decifrati, capiti, inscritti in un disegno più grande di loro, nella grande bontà di Dio.
Maria, la madre di Gesù, viene a conoscere questa situazione bella e delicata, e decide di mettersi a fianco di Elisabetta per aiutarla a vivere serenamente l'attesa, perché anche lei è in attesa, anche lei è stata tirata nel vortice incontenibile della vita divina. E l'incontro tra le due madri è tra le scene più belle della storia umana di tutti i tempi: la giovanissima e l'anziana, il nuovo e il vecchio testamento, il compimento delle promesse e gli ultimi sospiri dell'attesa, la vita di Dio e la vita dell'uomo, il Magnificat e l'Ave Maria.
Sono i due bambini ancora all'inizio della vita che si parlano, che cominciano a sconvolgere il mondo, che esprimono la gioia del mondo per quello che Dio sta finalmente compiendo. Una benedizione nasce nella bocca di Elisabetta, un canto di lode in quella di Maria. Rallegrati Maria, dice Elisabetta; l'anima mia esulta nel Signore dice Maria. Benedetto il frutto del tuo grembo, benedetto il figlio di Dio, benedetto il futuro che nasce, dice Elisabetta; grandi cose ha fatto l'Altissimo e noi ne diamo a tutti testimonianza. Dio è grande, Dio è forte, Dio è la pienezza della nostra vita.

 

Festa San Agapito - Decreto Annus Fidei

In occasione dell'Anno della Fede, il nostro Vescovo Domenico Sigalini emana un decreto esclusivo che riguarda tutte le Chiese della Diocesi per il giorno 18 agosto 2013 p.v. in onore dei festeggiamenti di Sant'Agapito, martire prenestino, patrono della Diocesi.

 

Leggi il Decreto.

 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per proporti servizi in linea con le tue preferenze.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca -Per saperne di piu'- . Cliccando su "Approvo" acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa sull'uso dei cookie

Questo sito web utilizza cookie e tecnologie simili per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazionie servizi online. Il presente documento fornisce informazioni dettagliate sull'uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati da questo sito e su come gestirli.

Definizioni

I cookie sono frammenti di testo che permettono al server web di memorizzare sul client tramite il browser informazioni da riutilizzare nel corso della medesima visita al sito (cookie di sessione) o in seguito, anche a distanza di giorni (cookie persistenti). I cookie vengono memorizzati, in base alle preferenze dell'utente, dal singolo browser sullo specifico dispositivo utilizzato (computer, tablet, smartphone).

Nel seguito di questo documento faremo riferimento ai cookie e a tutte le tecnologie similari utilizzando semplicemente il termine "cookie".

Tipologie di cookie

In base alle caratteristiche e all'utilizzo i cookie si distinguono in diverse categorie:

Cookie strettamente necessari.

Si tratta di cookie indispensabili per il corretto funzionamento del sito. La durata dei cookie è strettamente limitata alla sessione di navigazione (chiuso il browser vengono cancellati)

Cookie di analisi e prestazioni.

Sono cookie utilizzati per raccogliere e analizzare il traffico e l'utilizzo del sito in modo anonimo. Questi cookie, pur senza identificare l'utente, consentono, per esempio, di rilevare se il medesimo utente torna a collegarsi in momenti diversi. Permettono inoltre di monitorare il sistema e migliorarne le prestazioni e l'usabilità. La disattivazione di tali cookie può essere eseguita senza alcuna perdita di funzionalità.

Cookie di profilazione.

Si tratta di cookie utilizzati per identificare (in modo anonimo e non) le preferenze dell'utente e migliorare la sua esperienza di navigazione.


Cookie di terze parti

Visitando un sito web si possono ricevere cookie sia dal sito visitato ("proprietari"), sia da siti gestiti da altre organizzazioni ("terze parti"). Un esempio notevole è rappresentato dalla presenza dei "social plugin" per Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn. Si tratta di parti della pagina visitata generate direttamente dai suddetti siti ed integrati nella pagina del sito ospitante. L'utilizzo più comune dei social plugin è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network.

Durata dei cookie

Alcuni cookie (cookie di sessione) restano attivi solo fino alla chiusura del browser o all'esecuzione del comando di logout. Altri cookie "sopravvivono" alla chiusura del browser e sono disponibili anche in successive visite dell'utente.

Questi cookie sono detti persistenti e la loro durata è fissata dal server al momento della loro creazione. In alcuni casi è fissata una scadenza, in altri casi la durata è illimitata.

Questo sito non fa uso di cookie persistenti, è possibile però che durante la navigazione su questo sito si possa interagire con siti gestiti da terze parti che possono creare o modificare cookie permanenti e di profilazione.

 

Come Gestire i Cookie

L'utente può decidere se accettare o meno i cookie utilizzando le impostazioni del proprio browser. Occorre tenere presente che la disabilitazione totale dei cookie può compromettere l'utilizzo delle funzionalità del sito.

Di seguito è possibile accedere alle guide per la gestione dei cookie sui diversi browser:

Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it

Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Gestione%20dei%20cookie

Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/windows7/how-to-manage-cookies-in-internet-explorer-9

Opera: http://help.opera.com/Windows/10.00/it/cookies.html

Safari: http://support.apple.com/kb/HT1677?viewlocale=it_IT

E' possibile inoltre avvalersi di strumenti online come http://www.youronlinechoices.com/ che permette di gestire le preferenze di tracciamento per la maggior parte degli strumenti pubblicitari abilitando o disabilitando eventuali cookie in modo selettivo

Interazione con social network e piattaforme esterne

Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook (Facebook, Inc.)

Il pulsante ?Mi Piace? e i widget sociali di Facebook sono servizi di interazione con il social network Facebook, forniti da Facebook, Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Pulsante +1 e widget sociali di Google+ (Google Inc.)

Il pulsante +1 e i widget sociali di Google+ sono servizi di interazione con il social network Google+, forniti da Google Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Pulsante Tweet e widget sociali di Twitter (Twitter, Inc.)

Il pulsante Tweet e i widget sociali di Twitter sono servizi di interazione con il social network Twitter, forniti da Twitter, Inc.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Privay Policy

Statistica

 

google-analytics

Google-analytics.com è un software di statistica utilizzato da questa Applicazione per analizzare i dati in maniera diretta e senza l?ausilio di terzi
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.

 

Visualizzazione di contenuti da piattaforme esterne

Widget Video Youtube (Google)

Youtube è un servizio di visualizzazione di contenuti video gestito da Google Inc. che permette a questa Applicazione di integrare tali contenuti all?interno delle proprie pagine.
Dati Raccolti: Cookie e Dati di utilizzo.
Luogo del trattamento: USA
Privay Policy

 

Titolare del Trattamento dei Dati

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.

Il "titolare" del loro trattamento è la Curia della Diocesi Suburbicaria di Palestrina che ha sede in Piazza G. Pantanelli 8, 00036 Palestrina (RM).