Percorso di fede nell'inclusività

convegnoassisiSubito dopo il convegno nazionale dei direttori e collaboratori degli uffici catechistici diocesani, si è tenuto presso la Domus Pacis ad Assisi, dal 27 al 28 aprile, il seminario nazionale del settore per la catechesi delle persone disabili, dal tema "Iniziazione Cristiana: un percorso inclusivo". 

Padre Giulio Michelino (biblista) ha aperto il seminario nel pomeriggio del 27 con il tema, sulla base di Evangeli Gaudium (53), su Come passare dall'esclusione all'inclusione e quali sono i presupposti teologici per arrivare all'inclusività. 

È stato interessante il mitrage sull'antico testamento mettendo in evidenza come uomini e donne toccati dalla disabilità siano stati protagonisti della storia della salvezza. L'idea centrale di tutto il discorso fatto da padre Giulio sta nel fatto che, se agli occhi degli uomini una debolezza, una fragilità, una disabilità, sono un limite, nello Sguardo di Dio rappresentano una ulteriore possibilità, un punto di forza. 

 

Sì può compiere un percorso inclusivo, immedesimandoci, come ha fatto Gesù che ha preso su di sé la nostra condizione umana, le nostre infermità, malattie, disabilità. Il Cristo crocifisso è Colui che è stato toccato fino alla carme, come ogni uomo o donna disabili sono toccati nel proprio corpo e anima dalle loro prove. È nel Cristo crocifisso che troviamo la pienezza dell'inclusione. 

Enzo Biemmi, formatore e collaboratore dell'UCN, nel suo intervento SU Iniziazione Cristiana, comunità, inclusione, si dice emozionato nel entrare in punta di piedi in quella che ha definito "terra sacra ". Chi vive una disabilità e chi accompagna persone che vivono una disabilità sono una terra sacra mentre spesso si fa parte di quel mondo che deve nascondere i limiti, deve sembrare sempre tutto perfetto, dottrinalmente, moralmente e fisicamente. Il suo discorso si è articolato su 3 punti:

 

1. Che cosa si è cominciato a capire sull'iniziazione cristiana 

Il lavoro svolto negli ultimi 20 anni ha portato, per ora, alla conclusione condivisa che il rinnovamento dell' Iniziazione Cristiana non è primariamente una sfida catechistica ma ecclesiologica. È necessario un tessuto ecclesiale generative, ovvero una comunità che sia Grembo in un "bagno di vita" attraverso i Sacramenti. In caso contrario sarà un grembo sterile. 

 

2. Una Chiesa "corpo a corpo" (Papa Francesco) 

Necessità della Chiesa di configurarsi come reale comunità, vera fraternita', come corpo e non azienda o macchina. Entrare nella chiesa è un atto pienamente umano e in quanto tale ha le logiche della nascita...  un bambino appena nato viene lavato, profumato, nutrito; il Battesimo, la Cresima e l'Eucaristia sono "atti" di elementare generazione(Lavati, profumati, nutriti). 

Un corpo che genera un corpo, una Madre che genera un figlio e, è nelle pieghe segrete di una relazione che nasce e cresce una vita. 

 

3. Dono che viene fatto di recuperare tutti i sensi della Fede grazie alle persone disabili

È una Grazia per la comunità ecclesiale poter generare alla Fede persone portatrici di handicap. Essi restituiscono a noi i sensi che abbiamo silenziato, riportandoci alla Carne della Fede. Legittimano quello che abbiamo sviluppato, recuperano quello che abbiamo scartato, ridimensionano quello che abbiamo sopravvalutato, ci permettono di vivere la carità attraverso tutte le armoniche del corpo. Ci danno l'"indicazione" sul senso ben orientato all'uso dei sensi, senso che si chiama amore, fiducia, affidamento. 

Ci chiedono questa "conversione": passare da una comunità di figli separati alla comunità dei tessuti, da una comunità che delega alla catechesi ad una comunità che recupera la gioia di tornare feconda. 

Di Via dei Sensi e catechesi inclusiva ha parlato anche Don José Tolentino Mendonca, Sacerdote portoghese, teologo e poeta, predicatore degli esercizi spirituali del Papa. 

Don José racconta la possibilità di una "mistica dell'istante", di un'esperienza di Dio qui ed ora, accessibile a tutti, a partire dai 5 sensi. I sensi sono il portale d'ingresso di un viaggio interiore che coinvolge tutto l'uomo, anima e corpo, le sensazioni e le relazioni. 

Le persone con disabilità sono i nostri" maestri" dei sensi, maestri di quello che significano i sensi. La disabilità è in grande misura una costruzione culturale perché noi vediamo alcune disabilità ma non abbiamo la sensibilità per riconoscerne altre, soprattutto per riconoscere le nostre. 

Ciò che davvero sa risvegliare i sensi è l'amore. Amare significa aprirsi, rompere il cerchio dell'isolamento. L'amore è abitare l'uno nell'altro è il cammino che ci conduce alla speranza, ma richiede a chi lo asseconda di porsi con cuore disarmato. 

 

A partire dalla relazione di don José la prospettiva del seminario si è espressa mediante la mostra "O tutti o nessuno"! e nei 5 atelier esperienziali sensoriali :

- Ciò che le nostre orecchie hanno udito

- Ciò che i nostri occhi hanno veduto

- Ciò che le nostre mani hanno toccato

- Gustate e vedete

- Come olio profumato 

Numerosi gli altri interventi inerenti l'iniziazione cristiana nel Diritto canonico con Giuseppe Baturi, Pastorale Sanitaria con Massimo Angelilli, Caritas italiana con Francesco Soddu.

 

In questo giorno e mezzo, il teatro della domus pacis è stato animato non solo dagli interventi dei relatori ma dalla altrettanto animata partecipazione e condivisione dei presenti.

Pamela Bonuglia
(Laziosette del 6 maggio 2018)