Messaggio per il Natale

nativitaCarissimi, a tutti giunga, alla vigilia di questo Santo Natale, il mio più cordiale augurio.

So che in questi giorni le nostre vite sono piene di rumori. Tanti messaggi augurali, telefonate, spettacoli e concerti natalizi… cene tra gruppi di amici e familiari per scambiarci gli auguri e stare un po’ insieme. Anche le nostre parrocchie non hanno mancato e non mancano di tante belle iniziative di cui mi compiaccio.

Oggi, però, vi chiederei di fare un po’ di silenzio. Questa Notte, infatti, celebreremo ancora una volta il Dio che – come dice Sant’Agostino – si è fatto uomo perché l’uomo sia fatto Dio. Celebreremo il nostro Dio, un Dio originalissimo, che per amore non ha disdegnato di farsi uomo e riempire la storia con la sua Parola, con quell’amore che presente nella Santissima Trinità ha voluto squarciare i cieli e, nel Bambino di Betlemme, incarnarsi per riportarci a quel misterioso silenzio, silenzio d’Amore purissimo, che si respira tra le Persone della Santissima Trinità da cui Lui viene nel nostro caos per riportarci in quell’ordine silenzioso e perfetto dove si vive solo di comunione.

In questo giorno, pertanto, vi chiedo di trovare un po’ di silenzio perché nel cuore possa risuonare la Parola di Dio. Possa essere accolto Dio che si fa bambino per noi. Un silenzio che non sappia di solitudine ma che sia riempito dall’Amore divino, quell’Amore che scoperto nella preghiera, nella lettura della Parola di Dio, nella celebrazione dei sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia, nell’attenzione all’altro – soprattutto se povero, solo, malato, anziano -  ci riempia della gioia del Verbo che si è fatto carne per dimorare nel centro dei nostri cuori e dei nostri rapporti e ci spinga – proprio perché ricolmi di amore – ad andare verso i fratelli.

Quanti incontri faremo in questi giorni di festa… Vi auguro di poter portare a tutti la gioia e l’amore che Dio, facendosi Bambino a Betlemme di Giudea, è venuto a portare alla sua famiglia, ai poveri pastori che vegliavano il loro gregge, perché poi tutti andassero ad annunciare – facendosi angeli per i loro prossimi - la gioia cercata ed incontrata: “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore!”.

Non voglio fare una analisi del nostro povero mondo. Sappiamo bene come è. Abbiamo però tutti estrema necessità di rimettere Lui, il nostro Dio, al centro. Abbiamo bisogno di vivere di fede e testimoniare con la vita tale fede se vogliamo che il nostro mondo buio sia rischiarato da speranze di vita, di pace, di perdono, di accoglienza di chi è scartato da una società che non riuscendo più a fare silenzio non sa più ascoltare Dio e quindi gli uomini, figli dell’unico e medesimo Dio.

Con questo pensiero ed invito a ritagliarvi un po’ di tempo per accogliere nel cuore il Dio che viene per noi, auguro a tutti un buon Santo Natale.

Lo auguro innanzitutto ai più soli: gli anziani, i malati, i carcerati – in particolare quelli del nostro carcere di Paliano che ho avuto la gioia di visitare qualche settimana fa -. Lo auguro ai sacerdoti, alle consacrate, alle famiglie, ai giovani, ai poveri come ai ricchi che forse, avendo più cose, fanno maggior fatica a trovare il silenzio dell’essenzialità per farvi entrare Dio.

Che sia un Natale di fede affinchè il mondo e anche la Chiesa Prenestina tornino sempre più ad essere giardino, un po’ Eden come il Dio creatore aveva pensato l’umanità e il mondo prima del peccato di Adamo.


Auguri a tutti, dunque, e che Dio vi benedica!

 

† Mauro Parmeggiani

Amministratore Apostolico