Parole al termine della Processione di Sant'Agapito

41110463761 08d083d11d bPalestrina, giovedì 17 agosto 2017

Al termine di questa manifestazione di fede, in onore del giovane martire Agapito, prima di impartire la benedizione Papale, mi hanno detto che è usanza che il Vescovo rivolga ancora una parola alla città.

Vorrei così rivolgerla a favore dei giovani e ai giovani.
Non mi interessa se credenti o meno, se qui per fede o solo per tradizione, se hanno partecipato alla Messa e alla processione o sono qui soltanto per il Palio o per turismo ... Vorrei rivolgerla per tutti e a tutti, così come sono.

Innanzitutto una parola a favore dei giovani.
I giovani verso i quali oggi, da una parte, dobbiamo avere fiducia poiché capaci di sprigionare energie inimmaginabili ma che – dall'altra – dobbiamo sostenere come famiglie, Chiesa, istituzioni ... affinché non rimangano vittime di una cultura che li vuole rendere prigionieri di un pensiero unico, li vuole allontanare da Dio per riempire la loro testa e i loro cuori buoni e generosi di promesse di felicità fatue e facilmente accessibili, li vuole distogliere dalla realtà offrendo loro alcool, sostanze, felicità virtuali, sesso disordinato e ad ogni costo, per renderli incapaci di protagonismo, quel protagonismo buono e autentico che può invertire la tendenza di una società vecchia e decadente.

Uomini e donne delle istituzioni, diamoci da fare per difendere i giovani, per far rete, con le loro famiglie, la scuola, l'Università, i luoghi dove vivono il tempo libero, la Chiesa, per trasmettere loro valori buoni, una educazione capace di sprigionare le loro grandi potenzialità. Facciamo di tutto per cedergli il posto, le responsabilità, per prepararli a questo ma poi permettendo loro di essere costruttori di futuro mettendogli progressivamente in mano il volante della nostra società affinché imparino a guidarla verso il bene che desiderano, verso il bello che cercano, verso la giustizia di cui sentono profondamente il senso.
Impegniamoci insieme per educarli dando loro regole di vita ma anche possibilità concrete affinché dopo essersi preparati alla vita possano avere un lavoro, la possibilità di costruirsi una famiglia e – accompagnati ma non sostituiti nelle loro capacità di scelta e discernimento – possano perseverare di fronte alle difficoltà e fragilità che tutti sperimentiamo senza gettare la spugna e abbandonare le loro strade appena imboccata la salita.

E poi una parola a voi, cari giovani.
Giovani come era giovane il nostro Sant'Agapito.
Sappiate che la Chiesa vi vuol bene e vi stima. Nel 2018 il Papa ha convocato un Sinodo dei Vescovi di tutto il mondo proprio per parlare di voi e per cercare di vedere come maggiormente coinvolgervi nella Chiesa e nella società perché ne avete il diritto, perché dobbiamo aiutarvi a prendere in mano la vostra vita per poter costruire un futuro bello e buono e nello stesso tempo voi potete stimolare noi – che giovani più non siamo – a rivedere i nostri metodi di accoglienza nei vostri confronti, come ci siamo relazionati e ci relazioniamo con voi oggi per rendervi più protagonisti anche nella comunità cristiana oltre che civile.
Certamente vivete in una società che non vi favorisce, che non è più in crescita economica e di valori come in un recente passato. Tuttavia non rassegnatevi a star fuori da essa. In rete, solidali tra voi, scoprendo quanto siano importanti e belle le amicizie e le relazioni, fate cordata per affrontare il mondo. E in questa cordata – se posso – vi suggerisco di metterci anche Dio, il Dio di Gesù Cristo che la Chiesa da secoli crede e annuncia pur con le proprie fragilità e peccati. Un Dio che in Gesù si è rivelato come amore e misericordia e che non è da confondere con filosofie che potreste facilmente abbracciare perché insegnando ad essere indifferenti al mondo che vi circonda vi portano ad essere refrattari al prossimo e al dolore che si può sperimentare quando si vive e si ama facendovi credere sicuri ma in realtà lasciandovi atei, senza Dio e quindi senza amore.

Come Agapito compromettetevi per amore.
Lui amava Cristo e non ha ceduto ad altri falsi amori, non ha ceduto agli idoli, alla dea fortuna perché sapeva che la fortuna vera è quella di essere amati e perdonati dall'Unico che sa perdonare e amare perfettamente: Cristo!

Compromettetevi per formarvi una famiglia. Forse non avrete tanti mezzi economici, ma se sentite questa chiamata non attendete di avere tutto. Accettate anche qualche difficoltà ma non perdete la felicità.

Compromettetevi poi, se avvertite la vocazione al sacerdozio o a una vita di speciale consacrazione, anche per questa strada. Può apparire fuori moda, controcorrente ... ma se il Signore vi fa sentire questo desiderio – ve lo dico per esperienza – non mancate di generosità nel dire il vostro sì.

Compromettetevi per ogni strada che il Signore proporrà ai vostri cuori!
E così vivrete la strada della gioia e della felicità.
Gioia e felicità che, per intercessione di Sant'Agapito, stasera auguro di cuore a tutti!

 

+ Mauro Parmeggiani
Amministratore Apostolico