Lettera ai fedeli prenestini del Vescovo Mauro

parmeggianiPalestrina, 19 febbraio 2019

Alle Autorità Civili e Militari, ai sacerdoti e diaconi, alle anime consacrate, ai seminaristi e ai fedeli laici della

DIOCESI DI PALESTRINA

 

Carissimi,

come forse saprete questa mattina, alle ore 12,00, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso nota la decisione del Santo Padre Francesco di nominarmi Vescovo di Palestrina unendo le due sedi di Tivoli e Palestrina in persona episcopi.

In parole semplici: come sapete sicuramente, dal 31 luglio 2017, pur rimanendo Vescovo di Tivoli sono stato nominato Amministratore Apostolico della Diocesi di Palestrina in attesa della nomina di un nuovo Vescovo dopo che il Papa aveva accolto le dimissioni del mio predecessore per raggiunti limiti di età.

Ora il Santo Padre ha deciso di lasciarmi tra voi come vostro Vescovo e di unire nella mia persona le Diocesi di Tivoli, nella quale servo il Signore da dieci anni, e quella di Palestrina che ho imparato a conoscere in questo anno e mezzo.

“Tale provvedimento – come indicatomi dal Nunzio Apostolico in una sua lettera a me indirizzata nei giorni scorsi – non porta alcuna mutazione all’assetto amministrativo delle due sedi, esse rimarranno circoscrizioni ecclesiastiche separate ed indipendenti e come tali dovranno essere governate. Tuttavia, nulla osta che si prospettino e si attuino col tempo percorsi unitari di formazione del clero e del laicato, e così pure forme di interscambio tra i due presbitèri nell’esercizio del ministero pastorale”.

Chiedo pertanto a tutti di camminare insieme e di scrivere insieme alla Diocesi sorella di Tivoli una pagina nuova della nostra storia ecclesiale. Sono convinto che aiutandoci vicendevolmente potremo mettere in campo per il bene di tutti, ed in particolare di chi cerca consapevolmente o inconsapevolmente il Signore Gesù per dare senso alla propria vita, le risorse migliori e dare rinnovato slancio alla pastorale cioè a quell’azione che la Chiesa compie dal giorno di Pentecoste per annunciare il Vangelo a tutti gli uomini e le donne di ogni dove e di ogni tempo.

In questo momento mentre porgo un rispettoso e cordiale saluto alle Autorità civili e militari del nostro territorio diocesano, chiedo a tutti di “accogliermi nei vostri cuori” (cfr 2Cor 7,2) così come io ho già tentato di fare in questo anno e mezzo e mi impegnerò a fare ancor più nel tempo che ci sarà dato per camminare insieme con il Signore.

Vengo a voi come Vescovo con la speranza di farvi conoscere e amare il Dio di Gesù Cristo nel quale credo fermamente, che mi ha affascinato fin da ragazzo, al quale ho consegnato completamente la mia vita il 18 ottobre 1985 quando diventai sacerdote a Reggio Emilia ed ancor più il 20 settembre 2008 quando nella Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, a Roma, dopo aver lavorato per la Segreteria Generale della CEI, il Vicariato, i giovani della nostra Capitale, ricevetti l’ordinazione episcopale e fui associato al Collegio dei Successori degli Apostoli.

Oggi sento che il mio ministero si collocherà in un contesto culturale cambiato e dove occorrono preti costantemente orientati a vivere la santità, non clericali ma - capaci di riconoscere le proprie fragilità – non adagiandosi su di esse e senza fingersi per ciò che non sono si aiutino vicendevolmente nella carità e nella verità, con l’ausilio del buon popolo di Dio, delle anime consacrate e di tutti gli uomini e donne di buona volontà a porsi in ascolto empatico dell’uomo, di ogni uomo e di tutto l’uomo facendosi animatori di una comunità cristiana accogliente, dove tutti si sentano protagonisti nell’affiancare lungo la strada coloro che camminano per cercare il significato da dare alla vita. Un significato che oggi non è facile individuare come in un recente passato. Un significato che riempie di gioia e di speranza e che si chiama Gesù Cristo!

Chiedo aiuto alle famiglie che, anche se non perfette, domandano ancora i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana per i loro figli. Insieme riscopriamo la bellezza della fede e trasmettiamola ai nostri ragazzi!

In questo momento chiedo per tutte le famiglie della Diocesi l’aiuto a perseverare nell’amore che ha come modello quello della donazione della vita che Gesù ha compiuto sulla croce.

Ed ancora chiedo per i giovani la consapevolezza di essere “il presente”, “l’adesso di Dio”. Papa Francesco lo ha detto loro a Panama qualche settimana fa durante l’ultima Giornata Mondiale della Gioventù. Io lo ripeto oggi perché, anche attraverso il mio ministero, vorrei tanto che ciascuno di loro prendesse in mano liberamente le sorti della propria vita e nella libertà vera la consegnasse al Signore per farne un dono al mondo: vuoi come papà o mamma di famiglia, vuoi come sacerdote o consacrata, vuoi come missionario o fedele laico impegnato non superficialmente ma realmente a servire non tanto le opere parrocchiali ma, con la comunità cristiana che ha come luogo di riunione la parrocchia, tutti gli uomini e le donne che vivono in questo mondo a partire da quanti sono lontani dalla fede, dagli ultimi, i nostri carcerati di Paliano ai quali desidero far giungere un saluto, i poveri, gli immigrati i sofferenti.

In questo giorno auspico non soltanto la collaborazione con la Diocesi sorella di Tivoli ma anche – nei limiti delle competenze di ciascuno – con le autorità civili e militari che governano il territorio o ne garantiscono la sicurezza, con il vasto mondo dell’educazione e della scuola, con tutti i luoghi in cui l’uomo di oggi vive perché dove è l’uomo lì deve esserci il cristiano, lì deve esserci la Chiesa che senza far proselitismo si mostra per ciò che è chiamata ad essere ed evangelizza in tal modo per attrazione.

 

Carissimi fratelli, mentre mi appresto a continuare il mio servizio come Vescovo di Tivoli e di Palestrina, vi chiedo di pregare per questo vostro Pastore.

Per me sarà necessario riorganizzare tempi e impegni del mio ministero, ma cercherò di essere per voi un Pastore secondo il Cuore di Cristo!

Non so se vi riuscirò.

Per ora vi chiedo di pregare per me e di farlo soprattutto in questo tempo dove continuerò ad essere Amministratore Apostolico della Diocesi fino alla sera di Mercoledì 17 aprile p.v. quando alle ore 19,00, durante la S.Messa Crismale, nella Cattedrale di S.Agapito, prenderò il possesso canonico della Diocesi e fin d’ora invito tutti i sacerdoti, le autorità e il popolo di Dio ad essere presenti.

Infine domando ai sacerdoti di informare durante tutte le Sante Messe dei prossimi giorni, ed in particolare di domenica 24 febbraio, il popolo di Dio circa la decisione del Santo Padre che sicuramente darà nuove opportunità per l’evangelizzazione alla Chiesa prenestina come a quella tiburtina.

Che la Madonna del Buon Consiglio, Sant’Agapito e tutti i santi e le sante delle nostre Chiese intercedano per noi.

Con affetto tutti benedico!

 

† Mauro Parmeggiani

Vescovo

 

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