In comunione con don Cianfriglia

ordinazione don fernandoLo scorso sabato 18 giugno la nostra diocesi si è arricchita di un nuovo presbitero. Don Fernando Cianfriglia ha ricevuto il sacramento dell’Ordine dalle mani del vescovo Sigalini, concelebrante gran parte del clero prenestino. L’assemblea ha assistito con viva commozione, conoscendo il percorso che ha portato don Fernando fino al sacerdozio. È stato davvero bello pregare intensamente per la consacrazione di don Fernando e cercare di renderla il più possibile vicina a come lui la desiderava.
Sono stati molti i momenti forti della celebrazione, ma quanta emozione nell’abbraccio con la madre, dopo l’unzione delle mani con il crisma da parte del vescovo, ma anche in quello con tutti i sacerdoti, in particolare coloro che lo hanno visto crescere nella fede. Tanto affetto è stato espresso nei confronti del neo sacerdote da parte della sua parrocchia di origine, Santa Maria De Arce in San Vito Romano, dei suoi chierichetti e di tutti.
Giovedì 16 giugno prima dell’ordinazione, l’Ufficio diocesano per le Vocazioni aveva organizzato una veglia di preghiera con il titolo «il Cuore in grembiule» nella parrocchia San Giuseppe di San Cesareo alle 21. Animato dai giovani della parrocchia, l’incontro di preghiera era articolato in due momenti: la testimonianza di don Fernando e la danza di Jessica Ritarossi sulle note di «Servire è Regnare» dei Gen e poi l’adorazione eucaristica alternata all’ascolto della Parola di Dio e al canto. Dalla sua testimonianza sappiamo che don Fernando aveva denaro, successo e tutto ciò che uno può desiderare, eppure non gli bastava! Ha deciso di lasciare ogni cosa ed ha accolto le parole di Gesù: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua». L’assemblea intervenuta ha chiesto al Signore per don Fernando tutte le caratteristiche di un cuore conforme a quello di Cristo: un cuore di servo, di padre, di fratello e di pastore. Erano presenti alla veglia anche i ragazzi del Gruppo Samuele che proprio quel giovedì concludevano il loro orientamento vocazionale.

 

DI BRUNO SPERANDINI E JESSICA RITAROSSI
Avvenire Lazio Sette 26 giugno 2016