Omelia - XXIII Domenica

popolo-di-Dio thumb394La Parola di Dio ci invita a metterci alla sequela di Cristo con cuore semplice, disponibile e indiviso. Questo progetto di vita cristiana di totale abbandono alla Sua volontà è un progetto accettato liberamente, con il battesimo e con i successivi momenti di impegno personale e di vita di fede. La fedeltà a tutto ciò richiede una disponibilità del cuore, la capacità di sapere progettare il proprio bene e perseguirlo in tutti i modi possibili. Non è facile o semplice seguire Gesù. La sua sequela richiede rinuncia, sacrificio, oblazione, capacità di guardare oltre il temporale e il contingente e saper immergersi nell'eterno, avere sempre lo sguardo rivolto verso le cose di lassù e non verso le cose della terra. 

 

In questi giorni, per i tanti morti del disastroso sisma dell'Italia Centrale, ho pensato in maniera seria quanto siamo effettivamente appesi ad un leggero filo del tempo. Bastano pochi secondi di terremoto o di altro che ci troviamo davanti al tribunale di Dio per rendere conto della nostra vita. Questo non ci deve angosciare, ma semplicemente responsabilizzarci di fronte al dono del tempo che il Signore ci ha concesso e che noi dobbiamo valorizzare pienamente per il nostro e altrui bene. 

 

L’Evangelista, nel brano che abbiamo proclamato, ci porta nel cuore delle vere scelte che si fanno per il Signore e che non ammettono limiti o condizioni da parte nostra. Egli infatti ci dice: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: "Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro". Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». 

 

Essere distaccati dai beni e dagli affetti umani e assumere il peso della croce sulle proprie spalle sono le condizioni indispensabili per seguire Gesù e seguirlo con sincerità e convinzione interiore. L'opera che si inizia va portata a termine, in quanto Gesù è l'esempio per eccellenza della fedeltà e della coerenza fino alla morte. 

 

Chiediamo al Signore che ci aiuti a saper distaccarci sempre di più dalle cose della terra e riuscire a tendere sempre meglio e raggiungere i beni del cielo. La sapienza dello Spirito ci aiuti ad essere veri discepoli per portare la nostra croce ogni giorno dietro il Cristo. 

 

Quante croci sono state piantate nel cuore, nella vita e nella storia dei nostri fratelli nella fede. Gesù crocifisso sia conforto per tanti crocifissi della nostra Italia e del Mondo intero.

 

Don Carmelo Salis