1° Marcia Diocesana per la vita

La festa della vita che propone la comunità cristiana è sempre letta in maniera ideologica. Si rievocano tutti gli spauracchi dell’aborto illegale, della lotta politica in  favore di un aborto, supposto politicamente corretto, fatta passare per manifestazione di civiltà, di progresso, di apertura al nuovo. Oggi invece noi vogliamo pensare positivamente alla vita, che è il dono umano più grande che Dio ci ha dato e vederne le prospettive per il futuro.Allora ci domandiamo quale sarà il nostro futuro? Che vita ci aspetta? Che sicurezze potremo ottenere? Che garanzie abbiamo di poter continuare a vivere felicemente? Diventa subito chiaro che ogni lettura ideologica è mortificante, perché fare la festa della vita significa guardare a tutta la vita, in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue forme e soprattutto in tutte le sue promesse. E’ vita concepita, con la stessa dignità della vita già nata. E’ vita che nasce, che spalanca gli orizzonti sul mondo. E’ vita che cresce e diventa contributo originale per la famiglia e la società. E’ vita in difficoltà, che si perde nelle “periferie esistenziali della società ” dove malattia, droga, alcool, prostituzione, perdita di valori ne minano la dignità. E’ vita che matura e si avvia verso il naturale termine.Allora se questo arco è lungo e subisce molteplici ricatti o deviazione diventa parola chiave custodire. E’Parola chiave incastonata fra altre due: vita e futuro. Perché non c`e` futuro senza vita, ma non c’è vera vita se non è custodita come un  dono prezioso. Il papa ci insegna  che questo custodire esige di uscire per la strade del mondo, che sono tante e dar forza a chi è fragile per riscrivere di nuovo la storia. Occorre uscire nelle periferie. Per Lui le periferie sono i giovani disoccupati, le figure di rappresentanza degli stadi più poveri della gente, le periferie esistenziali fatte di drogati, di senza fissa dimora, di ammalati senza speranza, di alcolizzati, di barboni, di trans e di prostitute. Tutti sono chiamati all’amore misericordioso di Dio e al suo amore.All’inizio del suo ministero papa Francesco ebbe a dirci che custodire il futuro “E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti.Il cristiano rispetto alla vita può gradualmente giungere a dire: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me, la vita che conduco nella carne la vivo nella fede (Gal 2,20)”. La vita che vivo nella concretezza di ogni giorno ha una apertura al Figlio di Dio capito e sentito nel massimo del suo amore. Il Figlio che mi amò e che diede se stesso per me deve entrare nella mente, nel cuore, nelle azioni, nei progetti, nelle paure e nelle sofferenze, nelle gioie e nelle tensioni  dell’uomo di oggi. Noi facendo festa della vita vogliamo proporre a tutti anche questo , che per noi è l’apice.



Il nostro vescovo monsignor Domenico Sigalini, insieme al "Movimento per la vita", l'Ufficio Famiglia, la Pastorale Giovanile e l'Azione Cattolica, con il Patrocinio del Comune di Palestrina, Vi invitano alla I° Marcia per la vita: "CUSTODIRE LA VITA PER GENERARE FUTURO". Si terra il giorno Sabato 1 Febbraio 2014 alle ore 20:30 con partenza dal Museo archeologico nazionale Prenestino.

  l'invito Marcia della vita.